“Send Nudes”, erotico surrealismo vintage – Intervista a Chiara Bruni

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“Nel mezzo del cammin al Vintage Market mi ritrovai una foto impura, ché la diritta via era smarrita”.
(Semi Cit.)
No, in realtà di impuro non c’era nulla nella foto, ma dovevo trovare una parola che sostituisse “oscura”, presente nel celebre primo verso della Divina Commedia di Dante Alighieri… per cui ecco la forzatura. Chiedo venia.

Ma andiamo a noi. Sabato 16 ottobre, eravamo presenti al Vintage Market Roma con il nostro stand T-Squirt. Come di consueto, finito l’allestimento, facciamo la nostra solita passeggiata esplorativa per conoscere le novità e le tante cose belle presenti al market. Ed ecco la meraviglia. I nostri occhi si posano su delle cartoline vintage erotiche fantastiche. Su di esse infatti era presente una cucitura colorata e diversa per ogni cartolina. Ironiche, fantasiose e realizzate con estremo garbo. Avevamo davanti a noi le opere di Chiara Bruni e il suo progetto “Send Nudes”.

Ma come nasce il progetto “Send Nudes” di Chiara Bruni?
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Chiara , per avere la risposta a questa ed ad altra domande che ci permetteranno di conoscere meglio la giovane artista frusinate.

"Send Nudes" un progetto di Chiara Bruni, fotografie vintage erotiche ricamate
© Chiara Bruni

Biografia Chiara Bruni

Chiara Bruni è una fotografa e autrice italiana nata a Frosinone nel 1987.
Inizia il suo percorso di studi umanistici a La Sapienza Università di Roma, terminati con una Laurea Magistrale in Teatro Contemporaneo nel 2015.
Segue i corsi di Fotografia di scena, Camera oscura e Stampa analogica a Officine fotografiche (Roma) tra il 2016 e il 2017.
La fotografia è il mezzo che utilizza per tradurre in immagini il suo mondo interiore. Investiga il tema dell’identità in una sfera intimista e pone in relazione il corpo e lo spazio circostante creando realtà alternative. É attratta dai posti che non esistono e proiettata verso una dimensione surrealistica e onirica.
La sua ricerca include diversi processi di creazione che spaziano dal collage digitale e analogico ad interventi di cucitura su immagini create da lei o appartenenti ad archivi.

Chiara Bruni, autrice e illustratrice italiana
Chiara Bruni

Ciao Chiara e grazie per averci concesso questa intervista, siamo molto felici di realizzarla. Iniziamo subito dalla tua arte. Sei una fotografa e autrice, raccontaci in cosa consiste il tuo lavoro e quando hai iniziato.
Ciao belli! Grazie per avermi contattata è un piacere fare quattro chiacchiere con voi.
Vi dico che la fotografia mi piace da sempre. Al liceo ero quella che aveva la kodak usa e getta nello zaino ad ogni occasione. La prima macchina fotografica, una Canon, è arrivata come regalo per la mia laurea e da lì ho iniziato a scattare. C’è voluto molto tempo per raggiungere una consapevolezza di quello che stavo facendo. Non essendo un’accademica, la maggior parte delle cose che so sulla fotografia le ho imparate da sola e da autodidatta i processi sono più lenti ma anche più ad hoc. Col tempo mi sono accorta che la mia passione per la fotografia non era solo legata al fatto di scattare fotografie, ma anche di creare delle rielaborazioni sulle immagini, mie o d’archivio. Mi si è aperto un mondo. Ho iniziato da un paio d’anni a fare collages digitali e analogici e a fare degli interventi grafici con ago e filo sulle fotografie diventando così autrice del mondo immaginario che ho in testa.

"Send Nudes" un progetto di Chiara Bruni, fotografie vintage erotiche ricamate
© Chiara Bruni

Scattare fotografie e rielaborare le fotografie in modo creativo sono due cose diverse. In quale pratica ti senti più a tuo agio e in cosa differiscono per quanto riguarda il processo creativo e le emozioni che riescono a far emergere in te?
Sì, sono due approcci molto lontani tra loro, ma in qualche modo per me collegati perché tendono a creare lo stesso effetto. Mi spiego. Quando fotografo la realtà sono attratta dalle situazioni e i posti che hanno in sé qualcosa di estraniante; ricerco sempre l’insolito e la sensazione di sognare ad occhi aperti. Mi piace molto scattare con la nebbia, per esempio, quando il paesaggio sembra cancellato. Stessa cosa per i collages, vado ad intervenire sulle immagini per accentuarne il senso onirico e per creare una dimensione fantastica in cui tutto è possibile. Per esempio, ho lavorato in questa direzione per il progetto “Family tree”, in cui sono partita dalle foto d’archivio del mio album di famiglia e le ho mixate con mie foto naturalistiche così da creare delle figure-paesaggio. È un lavoro nato durante la quarantena che io ho vissuto a Lisbona lontana dalla mia famiglia. L’ho trovato un modo poetico per sentirmi in qualche modo a casa, è stato un processo molto intimo. Direi quindi che fare interventi sulle fotografie mi emoziona maggiormente perché lavoro su più piani: la mia visione delle cose e quella di qualcun altro (quando la foto è d’archivio) che smonto e ricostruisco a mio piacimento.

"Send Nudes" un progetto di Chiara Bruni, fotografie vintage erotiche ricamate
© Chiara Bruni

Questa intervista vuole presentare ai nostri lettori e alle nostre lettrici un tuo progetto spettacolare che colpevolmente abbiamo scoperto solo poche settimane fa, grazie al nostro incontro al Vintage Market di Roma. Il progetto si chiama “Send Nudes” e comprende una serie di cartoline cucite a mano da te con ago e filo. Com’è nata quest’idea?
Grazie! Incontro fortunato anche per me quello del Vintage Market, è stato bello vederci lì. Il Vintage Market è un evento che non potete perdervi, passate nelle date di dicembre, sarò lì con il banchetto, venite a vedere le mie cartoline dal vivo.
“Send Nudes” è un progetto nato quasi per caso. Anni fa, in un mercatino delle pulci a Tricase, in Salento, ho comprato uno stock di cartoline raffiguranti nudi femminili d’epoca del primo Novecento. Rimasi affascinata da quei corpi: la naturalezza delle pose, la genuinità di quelle donne che mostravano canoni femminili molto lontani da quelli della nostra generazione. All’inizio non avevo idea di come avrei usato le cartoline. A distanza di tempo mi sono ricapitate in mano e le ho osservate con più attenzione. Una in particolare, dove c’era una donna con il braccio alzato che mostrava la sua ascella. “Sicuro c’erano dei peli su quell’ascella” ho pensato, ma la stampa grossolana non permetteva di vederli, quindi ho sentito la necessità di aggiungerli io. Avevo pensato di disegnarli, ma poi mi è venuta l’idea di cucirli, ho preso un filo giallo e ho provato. L’intervento con filo sulla carta ha creato un effetto che mi ha convinta subito, così mi sono messa a sperimentare anche sulle altre cartoline che avevo.

"Send Nudes" un progetto di Chiara Bruni, fotografie vintage erotiche ricamate
© Chiara Bruni

Come scegli le immagini su cui cucire e come scegli l’intervento da fare su ogni foto?
Con “Send Nudes” la fortuna è stata avere già una buona quantità di cartoline con la stessa tematica. Lavorare in serie è stata una scelta abbastanza intuitiva, ho capito che le cartoline avrebbero acquistato un valore più grande in un discorso d’insieme. Avendo dei soggetti simili anche i temi e i tipi di interventi sono stati presto circoscritti. Per ogni cartolina mi sono fatta ispirare dalla donna raffigurata, a volte dalla posa assunta, altre volte dall’ammiccamento dello sguardo. Per ogni immagine mi chiedevo: “cosa può dire/evocare questa donna contestualizzata nel 2021?” Mi sono divertita molto a trovare le risposte che a volte erano delle scritte, altre volte dei dettagli che andassero a modificare il senso dell’immagine o a sottolineare un dettaglio, come i peli sull’ascella per intenderci.
Quando invece vado ad intervenire su fotografie scattate da me, prediligo immagini di paesaggi sulle quali vado a cucire figure geometriche che mirano a dilatare lo spazio.

"Send Nudes" un progetto di Chiara Bruni, fotografie vintage erotiche ricamate
© Chiara Bruni

Nella ricerca delle foto per questo progetto, Send Nudes, hai scelto un immaginario vintage erotico. Da cosa sei stata attratta?
La prima cosa da cui sono stata attratta è il nudo. Ho lavorato molto sul nudo in passato, c’è tutto un mio progetto che lo riguarda, si chiama “Egosistema”, in cui mi sono messa al centro dell’obiettivo fotografandomi più volte senza veli. È stato un modo per conoscermi a fondo e mostrarmi per quella che realmente sono. Trovo che il nudo sia una grande forma di sincerità, un corpo non può mentire quando è nudo e mostra una potenza incredibile. L’incontro con queste cartoline mi ha fatto riflettere su quanto sia cambiato nel tempo il significato del nudo. Le donne nel primo novecento non avevano grande consapevolezza del loro corpo. Perché non erano abituate a vedere quella versione di loro stesse in un fermo immagine – con i selfie tutti possiamo scattarci foto in ogni circostanza, anche nudi se vogliamo – prima l’unico modo per vedere il proprio corpo era lo specchio, le fotografie erano affidate all’occhio del fotografo, quindi la visione era in qualche modo pilotata da un’altra persona. La cosa poteva avere i suoi vantaggi, ovvero il fotografo riusciva a cogliere un senso di naturalezza e ingenuità che ora si è perso nelle modelle. Altro elemento per me interessante è il formato cartolina. Sono una nostalgica, sono affascinata da tutto ciò che appartiene al passato e da fan delle corrispondenze cartacee scrivo ancora lettere e poi vado alle poste per imbucarle. Ho pensato di chiamare il progetto “Send Nudes”, per collegare la pratica ormai fuori moda di spedire cartoline con un’espressione (“Send Nudes”, appunto) che indica invece l’invio digitale di un contenuto erotico nella pratica del sexting che è qualcosa di molto contemporaneo.

© Chiara Bruni

Oltre a questo progetto, la tua produzione creativa è veramente molto variegata ed abbraccia tutte le tue peculiarità di artista. Anche i collages rispecchiano questa tua abilità e pregio nell’usare tecniche diverse, per esempio i collages non sono ricamati, ma digitali e non solo. Da cosa ti lasci ispirare e qual è il processo creativo che ti fa scegliere una tecnica rispetto ad un’altra?
Sono eclettica e sempre aperta a provare nuove tecniche. Non parto quasi mai con un’idea di progetto definita per un lavoro. Inizio ad indagare un tema, senza darmi limiti, produco seguendo le mie suggestioni e poi procedo a togliere, tenendo solo quello che funziona. Non si butta niente, magari un collage o una foto restano fuori da un progetto ma possono essere ripescate per un altro lavoro. La cosa importante è fare, provare tutto. Bisogna produrre tanto materiale per poter poi scegliere e piano piano definire uno stile personale, riconoscibile. Ho da poco sistemato i progetti più importanti nel mio sito: www.chiarabruni.com e potete seguirmi anche su Instagram cercandomi come chiara_bruni_ph.
Se andate a dare un’occhiata potete farvi un’idea della mia produzione variegata.

"Send Nudes" un progetto di Chiara Bruni, fotografie vintage erotiche ricamate
© Chiara Bruni

Chi sono i tuoi artisti preferiti? Ti ispiri o sei stata ispirata da qualcuno di essi o qualcuna di esse?
Mi piace pensarmi una surrealista in ritardo coi tempi, su tutti il mio artista preferito è René Magritte. Per la fotografia nomino solo un primo amore, Ghirri, perché la lista potrebbe diventare lunghissima. Nell’ultimo periodo in cui sto sperimentando molto mi sono invaghita dei lavori di Kensuke Koike, Julie Cockburn, Maurizio Anzeri… che fanno cose che a guardarle penso “avrei voluto farlo io!”. Poi grazie allo scrollare su IG ho conosciuto molti profili di artisti contemporanei interessanti. Sicuramente osservare gli altri mi ispira, assorbo tutto come una spugna. A volte sono influenzata inconsciamente, nel senso che faccio qualcosa e solo dopo mi accorgo di averla fatta “alla maniera di…”.
È importante “rubare” dagli altri e rielaborare in modo personale quello che ci colpisce del lavoro di qualcuno, solo con quest’ultimo passaggio però una suggestione diventa tua, altrimenti resta mera imitazione.

 

Hai partecipato a mostre collettive e hai ricevuto dei riconoscimenti per i tuoi lavori. A quale esperienza o mostra sei più legata e dove ti piacerebbe esporre in futuro?
La prima volta non si scorda mai. La mia prima volta è stata una collettiva che ho fatto a Milano per la quale avevo curato ogni dettaglio: dalle cornici fatte fare su misura, alla carta baritata usata per le stampe analogiche fatte da me in camera oscura, ai bigliettini da visita. Ero agitata anche se non era un evento grande e col senno di poi potevo prendermela anche in modo più rilassato. Ma l’impegno paga sempre e quella volta, per una serie fortunata di eventi, venne a vedere la mostra Letizia Battaglia che ho avuto il piacere di conoscere personalmente e di rincontrare più in là nel mio percorso, esponendo nel suo Centro Internazionale di Fotografia di Palermo. Questo per dire che ogni esperienza in cui si mostra il proprio lavoro insegna moltissimo. Sono i momenti in cui si esce dal proprio guscio e ci si mette di fronte al giudizio dell’altro. Sono anche i momenti che spaventano di più, per questo si tende a fare tutto al massimo delle proprie potenzialità e così deve essere. Che sia per una mostra o una piccola esposizione ci si deve preparare come se si stesse esponendo al MOMA. Bisogna pensare in grande. Se una cosa non la sai nemmeno sognare non arriverà mai. Quindi puntiamo al MOMA. Ahahahah

"Send Nudes" un progetto di Chiara Bruni, fotografie vintage erotiche ricamate
© Chiara Bruni

Hai un nuovo progetto in cantiere? A cosa stai lavorando attualmente?
Sì, ho un nuovo progetto. Sto lavorando alla creazione di un eden, un giardino fantastico, abitato da figure provenienti da materiale porno-erotico (per lo più riviste degli anni 60/70) rielaborate attraverso collages analogici e digitali. L’idea è nata partecipando allo Human Lab, progetto editoriale tenuto da Francesco Rombaldi e Luigi Cecconi di Yogurt Magazine che ho seguito quest’anno . È stato un percorso molto utile che consiglio a chiunque abbia voglia di essere seguito nella realizzazione di un progetto fotografico dall’idea di progettazione fino alla sua realizzazione. Vorrei fare di questo progetto un libro d’artista. Vediamo come si evolve.

 

Chiara, grazie per il tempo che ci hai dedicato. Ci salutiamo con un ultima domanda. Qual è un tuo sogno inerente la tua arte che vorresti realizzare?
Il sogno – ma forse meglio dire l’obiettivo – del fare arte è arrivare alle persone. Voglio lasciare qualcosa, se suscito una qualsiasi emozione vuol dire che ci sono riuscita.
Essere apprezzati per quello che si fa è la soddisfazione più grande, è un sentirsi meno soli, compresi nei propri deliri. Mi piace tantissimo quando qualcuno si gasa davanti a mio lavoro o mi racconta di un ricordo che gli ho evocato con quell’immagine. Quando l’altro mi conosce e in qualche modo si riconosce mi sento molto grata.

 

Contatti
Sito: chiarabruni.com
Instagram: @chiara_bruni_ph

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