FEIQ, Festival di Editoria Indipendente Queer – 1ª Edizione al TANK

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FEIQ – FESTIVAL DI EDITORIA INDIPENDENTE QUEER al TANK – SERBATOIO CULTURALE – BOLOGNA

Il focus del Festival è la queerness come approccio all’arte, alla società e alla quotidianità. Perché un Festival? Riteniamo sia il punto più alto del sistema di ricerca, produzione, promozione e relazioni dove la visione del pubblico possa essere amplificata e soddisfatta;
un’occasione favorevole per la generazione e la promozione collettiva di sguardi e posture
rinnovati.
Nel giardino del TANK verrà allestita un’area stand per ospitare progetti editoriali che
spaziano dalla fanzine al magazine passando per saggistica e photobook. 

FEIQ Festival Editoria Queer al Tank di Bologna

 I progetti editoriali coinvolti sono:

NERO editions 
Kabul Magazine 
OSSÌ – Fanzine Erotica 
Tamu edizioni 
Frankenstein 
Chicks the zine 
Meta Publishing 
D Editore 
c.o.r.i.a.n.d.o.l.i 
DUNE 
Libreria delle Donne 
Mulieris magazine 

Per questa Iª edizione abbiamo il piacere di ospitare il “Laboratorio pratico per eiaculazione per vagine” di Diana J. Torres (evento dedicato su FB, clicca qui, oppure scrivere a feiq.tank@gmail.com).
Diana J. Torres è un’attivista anarco-femminista che concentra il suo lavoro su questioni relative al corpo, alla sessualità e al genere. Per più di 12 anni ha concentrato la sua ricerca sul tema dell’eiaculazione vaginale.

La giornata verrà arricchita da due clubbing moments:
– djset diurno con St. Charlotte – house | tech-house | minimal techno
– djset serale con Caledonia Asbesthos –  dance | electro | tekno
+ leccornie vegan del food truck “La zappa e il mestolo”.

TANK – serbatoio culturale, via Emilio Zago, 14, Bologna

Alle vigilia del festival abbiamo avuto il piacere di intervistare Marzia Avallone, la co-fondatrice e co-direzione artistica dello spazio ibrido culturale: TANK – serbatoio culturale.

 

Ciao Marzia, siamo felici di poterti intervistare a pochi giorni dall’inizio della prima edizione di FEIQ. Come e da chi nasce l’idea di questo festival di editoria indipendente queer?
Ciao Enrico, ti/vi ringrazio per dedicare tempo a FEIQ e, quindi, spazio al TANK. L’idea del Festival nasce dall’esigenza del TANK di indagare temi attuali quanto urgenti come la tematica queer. Come tu ben sai ma forse non tutt* i lettori conoscono, il TANK è uno spazio ibrido culturale con diversi format, ideato dalla mente di 3 donne: Marzia Avallone, Mariolina Catani e Laura Zilli.  Ci muoviamo su una linea che congiunge lo studio e la ricerca in ambito anche accademico, agli eventi indipendenti e alla scena delle contro-culture underground. La nostra offerta musicale/artistico/culturale/ spazia tra i linguaggi e mira a pubblici eterogenei, che secondo noi possono scoprire di avere qualcosa in comune, un’attitudine comune e, possono – forse devono – incontrarsi. Di qui l’esigenza di costruire percorsi, che prendono forma nella formula del Festival, che, come specifichiamo nella premessa che presenta FEIQ, riteniamo essere il momento più alto di ricerca, produzione, promozione e relazioni. Al TANK presentiamo libri, documentari, dischi, organizziamo talk, workshop, laboratori, curiamo esposizioni indipendenti di arte contemporanea, programmiamo live, performance, festival e facciamo clubbing. 
Questo taglio, questo approccio trasversale ci caratterizza e ben dialoga con molteplici pratiche come il D.I.Y ma anche con il termine queer che ha origine dalla riappropriazione del vocabolo anglosassone che letteralmente significa “strano”, “eccentrico”, “fuori dalle righe”. Utilizzato inizialmente con accezione negativa nei confronti della comunità omosessuale, deriva dal tedesco “quer” che significa “di traverso, diagonale, storto”. 
Sono queer tutte quelle persone che deviano dal percorso della normatività, che attuano “una pratica politica di disidentificazione” e stanno strette nei concetti di categorie ed etichette. Le consideriamo chiuse, vincolanti e castranti; ricerchiamo le aperture, i no borders, le soglie, il potere salvifico intermediale.

 

Qual è stato lo spirito che vi ha accompagnato in questi giorni di organizzazione del festival? E ora che siamo a poche ore dall’evento, quali sono le emozioni che vivono in voi?
Bello che interroghi lo Spirito (ride). Considero Spirito un’entità viva, pulsante. In queste occasioni è sempre frenetico, su di giri ma non si lascia mai decentrare, non perde il controllo così come la sua bussola. Genera energia! Le emozioni le realizzi sempre dopo, non nell’in-between del lavoro. 

 

Com’è organizzato il festival?
Il Festival si compone di un’area stand predisposta nel giardino del TANK, un laboratorio, che verrà organizzato all’interno dello spazio, una tavola rotonda dove i partecipanti dell’area stand potranno presentare ciascuno il proprio progetto editoriale, due clubbing moments – uno diurno con St.Charlotte e uno serale con Caledonia Asbesthos – e la partecipazione di “la zappa e il mestolo”, un food truck rigorosamente vegano.  I progetti editoriali coinvolti sono:
NERO editions, Kabul magazine, OSSÌ – Fanzine Erotica, Tamu edizioni, Frankenstein,
Chicks the zine, Meta Publishing, D Editore, c.o.r.i.a.n.d.o.l.i, DUNE, la libreria delle donne
di Bologna e Mulieris magazine.

 

Come avete scelto i 12 progetti editoriali presenti nel Market?
A TANK interessa il confronto e ha un approccio inclusivo. Per questa prima edizione abbiamo voluto relazionarci e coinvolgere altre 2 persone esterne all’organico TANK:
Guendalina Piselli e Alessia Prati. Guenda ha lavorato con diverse realtà culturali indipendenti italiane ed è un’esperta di editoria indipendente. La sua esperienza in eventi di settore come Fruit Exhibition (Bologna), Tabula Rasa (Civitanova Marche) e PAPER market (Roma) ha reso vitale il confronto con lei per definire gli ambiti editoriali entro cui muoversi. Alessia è un’artista e ricercatrice; decisivo il suo taglio interstiziale e transdisciplinare tra pratiche coreografiche e performative e pratiche editoriali contemporanee. 

Laboratorio Pratico per eiaculazione per vagine al FEIQ festival di Bologna

C’è un evento, incontro, di cui siete particolarmente fier* di poter ospitare?
Siamo fiere e felici di poter ospitare tutto: dai progetti editoriali al food truck vegano, passando per i due clubbing moments sino al laboratorio pratico di eiaculazione di Diana J. Torres che si terrà alle 16:00, all’interno dello spazio e sarà a porte e numero chiuso. Sicuramente il tempo e lo spazio, che dedichiamo a ciascun progetto attraverso la tavola rotonda, sono aspetti non comuni per eventi di questo tipo.

 

Ritorniamo alle “origini” del festival. Perché è importante realizzare un festival dedicato all’editoria indipendente queer?
Perché il TANK è contemporaneo e indaga il contemporaneo. La domanda centrale, che costantemente ci poniamo, è: quanto riusciamo a raccontare il mondo in cui viviamo, anche a spostare l’asticella, lo sguardo più in là? O se vogliamo porla alla Paul B. Preciado: che cosa sta succedendo? 
Non è ovviamente semplice e scontato trovare la risposta che, forse, poco ci interessa trovare! Ci interessa il processo, capire e indagare: “che cosa voglia dire essere un corpo vivo oggi. Un corpo per la prima volta non solo organico, ma anche un corpo inorganico: che cosa e chi è un corpo con uno statuto legale e politico? (…) Si tratta di pensare a partire dal corpo, un corpo non inteso come “naturale” ma come archivio politico vivo, come ciò che io definisco “somateca”, ovvero un archivio che trasporta con sé tutta la storia dell’oppressione e, insieme, è carico di tutta la sua potenza rivoluzionaria, della sua resistenza (sempre Preciado per il talk al PAC a Milano del 2019).
Il TANK indaga anche questo e lo fa attraverso il linguaggio della musica, dell’arte, della performance e dell’editoria.  
 
Il focus del festival è anche sulla queerness approcciata alla quotidianità. Ecco, come secondo te è visto, vissuto, il mondo queer da parte della società in Italia e da parte del mondo dell’arte?
Il mondo queer è entrato alla ribalta nella società italiana – nel senso che i più ora sono a conoscenza del movimento LGBTQIA+ – perché i media, grazie al lavoro incessante delle associazioni di attivismo e alla rete mondiale, hanno iniziato a parlarne. Pur generando a volte dinamiche controverse, essi hanno contribuito ad allargare la consapevolezza sulla comunità, vedi le partecipazioni ai diversi Pride! Sicuramente si è assistito a una proliferazione di termini e definizioni sulle diverse sfumature dell’identità e dell’orientamento sessuale e anche proprio alla messa in discussione dei termini “identità” e “genere”, frutto, comunque, di un lungo percorso, iniziato a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70. Ma io temo che pochi conoscano il limbo in cui giace la comunità LGBTQIA+ in termini di tutela da parte della legge. Per quanto riguarda il mondo dell’arte, ci sono tutta una serie di figure che lavorano al limite tra “epistemologie queer-femministe e sperimentazioni nelle performing arts”, spesso partendo, proprio, da esperienze nelle contro-culture underground.   

Marzia, grazie per il tempo che ci hai concesso nonostante immaginiamo siano ore e giorni frenetici per te, per voi. Ci diamo, e diamo, appuntamento a chi ci legge al TANK di Bologna, domenica 9 ottobre dalle 12:00 alle 00:00. Un’ultima domanda/appello. Perché consiglieresti di esserci?
Perchè l’alternativa sarebbe non esserci!

Contatti
TANK Instagram: tank_serbatoioculturale
TANK Facebook: tankbologna
FEIQ Instagram: under construction
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Sito: under construction

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