Natura, disordine, vuoto – Intervista a Germana Stella

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“La censura mi fa incazzare, mi fa sentire come se avessi qualcosa che non può essere mostrata perché sbagliata, e invece non sono io quella sbagliata”. Germana Stella

Fotografia di © Germana Stella
© Germana Stella

Nella moltitudine di foto e artisti presenti sui social, un anno fa i miei occhi si sono posati sulle foto di Germana Stella e sul suo progetto e Je Suis Bordeaux.

Autoscatti che mi hanno rapito. Cercavo osservandoli di capire lo stato d’animo di Stella. Quel volto che a me sembrava inquieto. Forse lo era, forse lo è.
Stella scatta una foto al giorno di se stessa, ed ogni giorno cerco di capire quale sentimento si cela in lei. Un po’ come i critici d’arte o le persone comuni quando si trovano di fronte il volto della Gioconda e si chiedono: cosa starà pensando? Curiosità che rimane tale.
Le sue foto, il suo corpo nudo, sono come una poesia di Rimbaud letta sotto voce mentre nella stanza echeggia ln sottofondo la musica e la voce di Edith Piaf. Quella malinconia che appartiene a chi ha una sensibilità estrema, a chi ha fragilità e non le vuole nascondere, anzi le vuole conoscere e vivere.
Ma c’è anche dell’ironia negli scatti di Germana Stella. Quando gioca con la odiata censura disegnando sulle foto segni o scarabocchi per coprire ciò che il mondo social ritiene follemente scabroso.

Jesuisbordeux è un diario personale, una confessione giornaliera del suo stato d’animo, uno specchio in cui rivedersi.

Il progetto di Stella è stato apprezzato in molti parti del mondo, tanto da essere pubblicato sulla rivista austriaca C-Heads Magazine (2016), su Urban Magazine di Milano per un progetto Vogue “nuovi talenti” (2017), su vari blog anche in altri paesi come Cina, Germania, Portogallo, Spagna. E stata creata una Gallery dei suoi lavori sotto la direzione di Vogue Italia e molte solo le esposizioni del suo progetto.

Abbiamo intervistato Stella per scoprire qualcosina di più sia di lei che del suo progetto, vi lasciamo quindi alle sue parole. Buona lettura.

Fotografia di © Germana Stella
Germana Stella e Jolie

Domanda. Ciao Germana e grazie per averci concesso questa intervista. Modella e fotografa, in molti ti conoscono tramite e grazie al tuo profilo/progetto Je suis Bordeaux. Prima di parlarne però ci piacerebbe conoscere i tuoi inizi, i tuoi primi approcci da fotografa e modella. Quando nasce la tua passione per la fotografia e cosa ti ha attratto principalmente?
Risposta. Ciao, allora, innanzi tutto vorrei precisare che non mi sento fotografa, né tantomeno modella, lo ripeto continuamente perché non vorrei offendere chi davvero lo è. 
Ho iniziato a fotografarmi circa 10 anni fa durante l’università, sentivo questo bisogno, di parlare di me, parlare attraverso me, parlare con me. 
Questo bisogno col tempo è finito per diventare il mio progetto di vita. 
Da allora mi scatto una foto al giorno, come una confessione, una psicoanalisi, autoanalisi, ma se sapessi disegnare o dipingere probabilmente mi servirei anche di altri modi per tirar fuori il mio mondo interiore.

Fotografia di © Germana Stella
© Germana Stella

D. Il Bordeaux è un colore utilizzato per stimolare emozioni, cosa che le tue foto riescono a fare. Dogue de Bordeux è anche e soprattutto il tuo splendido cane con il quale hai un rapporto simbiotico. La scelta di ”Je suis Bordeoux” è un omaggio alla tua Jolie?
R. Ovviamente si, lei mi ha riempito la vita, il cuore e l’anima. Jolie è tutto quello che ho fatto di buono nella vita fino ad oggi.

Fotografia di © Germana Stella insieme al suo Dogue de Bordeaux
© Germana Stella

D. Se dovessi descrivere le tue foto senza pensarci troppo su, mi vengono in mente aggettivi come intime, introspettive, nude. Se dovessi farlo tu, come le descriveresti? Quali sensazioni cerchi di trasmettere o quali emozioni vivono in te mentre scatti?
R. Natura, disordine, vuoto. 

 

D. In molte foto nel tuo volto mi sembra di notare della malinconia. Da persona molto malinconica questo mi affascina molto, mi incuriosisce. Solo una mia impressione?
R. Eppure se mi conosci di persona non mostro quel lato, quello malinconico, ma c’è. 
Esce fuori negli autoritratti ma io amo quel lato, amo la mia malinconia, la mia tristezza, il mio malessere. 
Quando ho provato a cacciarli via mi sono mancati e sono subito tornata a riprenderli.

Fotografia di © Germana Stella
© Germana Stella

D. Il tuo corpo è una tela fatta di pelle e inchiostro. Come descriveresti il rapporto con il tuo corpo e cosa dicono di te i tuoi tatuaggi?
R. Faccio ancora fatica a stare bene nel mio corpo, a volte stringe, a volte c’è così tanto spazio che non riesco a riempirlo, e si fa fatica a riscaldarlo, anche con acqua bollente, zenzero e limone.
I tatuaggi sono una conseguenza di questa contrastante relazione col mio corpo, me lo nascondono, così non posso vederlo e non posso giudicarlo e non possono farlo nemmeno gli altri, che poi in genere sono io la più severa nel giudicarmi, che è poi anche l’unico giudizio che realmente mi interessa.

 

D. Come nasce, cresce e muta il tuo immaginario? Da cosa trai ispirazione e cosa ami o hai amato particolarmente nel mondo dell’arte? 
R. Ho guardato centinaia di fotografie, quadri, film, serie tv, disegni, tatuaggi, tutto mi ha influenzata, o anche niente, mi lascio influenzare dagli eventi, dalle persone che incontro, dalle storie che ascolto, dalla vita che mi passa accanto e incontra la mia, e diventa parte della mia.
Non saprei dirti un nome quindi, ho solo seguito il mio irrefrenabile bisogno di tirar fuori Stella dall’interno di Stella. Scusa il gioco di parole, ma io scrivo come ragiono nella mia testa, poi mi rileggo e rendo tutto più leggibile e fluido ma stavolta non ho intenzione di rileggere queste risposte e te le invierò incasinate, come me.

 

D. Nei social sei spesso costretta a censurare parti del tuo corpo. A volte lo fai pecettando con semplici puntini, altre volte lo hai fatto con scarabocchi che danno un tocco quasi surreale alla foto. Ti diverte “disegnarti” sopra? Ti divertirà un po’ di meno la censura, come la vivi e cosa ne pensi?
R. Mi diverte raggirare la censura, ma non censurarmi, mi diverte fare della censura una parte integrante della fotografia stessa, ma ciò appunto non accade sempre perché ho bisogno di essere ispirata, e quando non lo sono utilizzo semplici puntini.
La censura mi fa incazzare, mi fa sentire come se avessi qualcosa che non può essere mostrata perché sbagliata, e invece non sono io quella sbagliata, sono le persone che vedono un corpo nudo come pornografia ad esserlo, sono quelli che non vedono la poesia, la natura, l’arte, sono queste le persone sbagliate. 
Me lo ripeto nella testa molto spesso ma non serve a cambiare la rotta in cui questo mondo sta andando.
Queste persone non sono solo sbagliate, ma anche malate e perverse, e a me fanno paura.

Fotografia di © Germana che si autocensura con dei disegni
© Germana Stella

D. Hai progetti in mente da voler realizzare nel tuo futuro prossimo? Sogni e desideri nel mondo artistico?
R. Si ho un progetto che vorrei realizzare ma ho bisogno di aiuto perché tratta un argomento molto delicato e personale. 
Il mio sogno sarebbe quello di portare Stella e Jolie in giro per il mondo.

 

D. Germana, grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato. Un ultima domanda. Sappiamo che Milano avrà la fortuna di ospitare te e Jolie. Quando hai deciso di trasferirti e cosa ti aspetti da questo cambiamento nella tua vita? 
R. Sono mesi che provo a trasferirmi, e nel corso di questi mesi le mie aspettative sono più volte cambiate, quando vivevo in Germania pensavo che Milano potesse essere l’unica città in Italia dove avrei vissuto, in modo da avvicinarmi anche alla mia famiglia, tornando appunto in Italia.
Oggi però le carte in tavola sono cambiate, sto avendo diversi problemi e non so più cosa pensare e fare. 
Sembra che Milano non abbia un posto per noi dove vivere e io non sono fatta per le ingiustizie, il razzismo, la mancanza di rispetto verso gli animali.
Vi aggiornerò sui miei spostamenti?

Contatti
Instagram: @je_suis_bordeaux
Facebook: @jesuisbordeaux
Facebook: @germanastella.sebastianelli
Vogue Italia: vogue.it/photovogue/portfolio

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