Quando il disegno è un vizio di famiglia – Intervista a Gianluca Manna

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“Personalmente, trovo che la cosa più erotica sia abbinare a qualche cosa di fuori-della-norma la vivacità di uno sguardo vivo. L’intelligenza è sexy tanto quanto il dato fisico. Ecco, l’erotismo si muove in quei sentieri lì, magari in paesaggi strani, che la nostra mente crea per ambientare l’Erotico. Ognuno poi ha il suo”. Gianluca Manna

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Gianluca Manna


Gianluca Manna è un artista e una persona fuori dal comune. Eccentrico e colto, chiacchierare con lui è stato uno di quei piaceri che vorresti non finissero mai. Interessato all’arte, al buon cibo, alla fotografia e alla satira, quando gli abbiamo chiesto una biografia ne ha inviata una scritta a modo suo, originale e fuori dagli schemi.

Per questo non ci dilunghiamo oltre, lasciamo Gianluca descrivere se stesso e poi spazio all’intervista e ai suoi bellissimi lavori.
Una biografia… mica lo so, una biografia è una roba che a meno che non sia postuma, mi sa sempre di incompleto… tipo che il giorno dopo che la hai pubblicata, che ne so, metti che ti sposi, oppure che ti risvegli con un abete in testa, o che decidi di scrivere solo in azero, da quel momento in poi…, allora la tua bio è una non-bio, una roba che gli manca proprio quel pezzo lì. Allora siccome non me la sento di scrivere una bio postuma, faccio l’unica cosa che onestamente mi viene da fare. Mi racconto per frammenti. Tipo quando ho mangiato della fontina a mozzichi, e mio padre ha accusato mia madre, lei giustamente negava, e io sono stato zitto e ancora ci penso. O di quando ho capito che disegnare è un processo di apprendimento, anche. E quella volta che ho preparato un esame a lettere, a storia dell’arte, guardando Star Trek tutti i giorni per due mesi. Che poi all’esame tutto ok, ma comunque non mi sono mai laureato. Ma con la media del 30 e lo’. Ricordo che da bambino rubavo il pane, bianco e soffice, per mangiarlo di nascosto. E rubavo i soldi della pensione di nonna per comprarmi i fumetti dei Fantastici quattro. E lei lo sapeva. Ricordo che ho sempre letto, e ho sempre disegnato. tanto. A volte anche bene. Ho iniziato a fare sesso a 13 anni, e a curare la prima malattia venerea a 16. E fino a 50 anni ci sono arrivato, più o meno bene e più o meno sano, nel corpo, a parte il grasso. Nello spirito, un po’ acciaccato. Ma je la posso fa’.”

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© Gianluca Manna

Domanda.Gianluca iniziamo con il ringraziarti per averci concesso l’intervista e per la splendida biografia. Abbiamo deciso di pubblicarla interamente, crediamo sia il modo migliore per descriverti, il più vero e autentico, come te d’altronde.
Hai iniziato a fare sesso a 13 anni, quando invece hai iniziato a disegnare e cosa ti a spinto a farlo?
Risposta.Ho sempre disegnato. Anche grazie a mio padre, che disegnava e disegna tuttora (lui è un vero artista) nonostante il suo sia stato sempre un hobby. Ora ha 85 anni e ha appena fatto una mostra di disegni ispirati all’Orlando Furioso. Come poteva non trasmettermi questa passione? Quindi, beh sì, ho sempre disegnato. Prima a spingermi era mio padre, poi la passione, poi una cosa ancora diversa, l’esigenza, l’urgenza di raccontare delle storie (la mia, in primis).

 

D.Spiando nei tuoi profili Instagram e Facebook abbiamo trovato un il tuo progetto “Vignettame” dove la satira la fa da padrone. Quali sono i tuoi obbiettivi preferiti e perchè?
R.Beh lì ci sono se vuoi due filoni. In uno prendo di mira chi ci governa, chi ci dice cosa dovremmo e non dovremmo fare. No dico, li hai visti? E poi però, c’è un secondo filone (che riappare poi più spesso) che riguarda me, la mia vita, il mio piangermi addosso, o i miei rapporti con gatti, genitori e amanti (supposti o reali), e mi prendo in giro da solo. Perché sì, ok la satira, ma anche dell’autoironia o siamo fritti.

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“Vignettame” © Gianluca Manna

D.Ci siamo innamorati di te grazie alle tue grafiche del progetto “Statement”.
Da “Annamosene a Fanculo” a “Mori pe Sempre” e “Datte Foco” e tante tante altra ancora.
Ci ha colpito subito l’abbinamento frase forte – disegno tenero. In realtà anche in questo progetto notiamo, oltre a una vena ironica e divertente, anche della satira rispetto temi dell’attualità. Com’è nato questo progetto e quali sono le tue fonti d’ispirazione?
R.Il desiderio di esprimere una chiosa “alla romana”, senza entrare nel merito di una questione. Esempio: ma se una Paola Binetti mi viene a dire che non è omofoba, devo stare lì ad argomentare e discutere della sua ipocrisia per ore, inutilmente, o non è meglio indirizzarle, gentilmente e col sorriso sulle labbra, un romanissimo “Sticazzi”? Ecco, la sintesi romana, volgare se vuoi, pesante, ma sempre giusta nella sua stringatezza, ingentilita da un mazzo di fiori. Marci, magari.

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“Statement” © Gianluca Manna

D.Quando si parla di satira si parla inevitabilmente di censura. Che peso ha essa in Italia ?
R.Pesante, e te ne accorgi quando su alcuni argomenti facciamo addirittura autocensura. Il peso della cultura cattolica, che nasconde, non dice, non fa sapere, si sente tutto.

 

D.Sappiamo della tua passione per la cucina e abbiamo partecipato ad una serata dell’Erotic Lunch dove in cucina c’eri proprio tu, a preparare prelibatezze per i commensali.
Da quando hai questa passione per la cucina e come la coltivi?
R.Da sempre anche quella. La cucina è stata, in casa mia, appannaggio ed eredità maschile, mio nonno materno in primis, e mio padre poi. Mia madre è sempre stata una avida mangiatrice di insalate, ma non ha mai amato cucinare. Io invece si, prima per gola e piacere, poi per prendermi cura di mia nonna; mio padre al lavoro a Perugia (e a Roma solo nei weekend), mia madre al lavoro in Fiat a Roma, io vivevo con loro ma soprattutto con mia nonna materna. Cucinavo per lei, spessissimo. Quindi nel mio cucinare c’è sempre un aspetto familiare, di cura (amo molto cucinare per i miei amici, avere gente a cena, insomma, lo sapete com’è). Lo coltivo proprio così, cucinando per gli altri, scoprendo e proponendo sapori diversi, sperimentando. Perché poi per me, cado preda spesso della bulimia e del “me magno sta cofana de pasta”.

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© Gianluca Manna

D.Cibo e erotismo è considerato un binomio perfetto, ma cos’è l’erotismo per Gianluca Manna?
R.Personalmente, trovo che la cosa più erotica sia abbinare a qualche cosa di fuori-della-norma (tipo naso grosso, orecchie a sventola, capelli rossi, cioè cose che vanno dall’eccezionalità al difetto fisico, per qualcuno) la vivacità di uno sguardo vivo. L’intelligenza è sexy tanto quanto il dato fisico. Ecco, l’erotismo si muove in quei sentieri lì, magari in paesaggi strani, che la nostra mente crea per ambientare l’Erotico. Ognuno poi ha il suo.

 

D.Ti piace disegnare, cucinare e abbiamo scoperto, anche fotografare. Con quali di queste arti ti trovi a tuo agio e credi di esprimerti meglio? C’è qualcosa che non ti piace invece fare?
R.Forse il disegno è l’arte di cui ho più padronanza, per ora (anche se sono sempre un insicuro, sempre). Quindi posso credere di padroneggiarla meglio della cucina o della fotografia (che peraltro è un hobby da perfetto autodidatta). Anche lo scrivere mi aiuta a raccontare. Quello che non mi piace fare? Tutto quello che è il nocciolo duro di tutti i lavori creativi, quali che siano. la parte che richiede disciplina. Preparare una tavola, facendo schizzi e disegni. Pulire le verdure per preparare una caponata. Limare un testo. Ritoccare una foto. Insomma, sono poco paziente. E indisciplinato. E un po’ cialtrone

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© Gianluca Manna

 

D.Spesso le tematiche LGBT sono oggetto delle tue vignette, e ricordiamo che da pochi giorni Roma ha, come consuetudine, ospitato la colorata e partecipatissima parata del Pride. A che punto è l’Italia con i diritti LGBT?
R.Siamo messi malissimo, soprattutto visti i paesi con cui ci confrontiamo abitualmente. E ci sono pesanti responsabilità all’interno della comunità LGBT stessa, per questo. Ma beh, è una mia visione, che si può anche non condividere.

 

D.Prima di salutarti e darci appuntamento al Crack Festival del Fumetto Indipendente di Roma, dove abbiamo il piacere di portare un tuo lavoro, un ultima domanda. Il tuo presente è ricco di interessi e progetti da portare a compimento, cosa vorresti si realizzasse invece nel tuo futuro prossimo?
R.Voglio imparare sempre di più. Imparare, imparare, imparare; a raccontare storie, ad esempio. Non solo la mia, ma tante storie, le storie degli altri. Disegnando, cucinando, scrivendo, sempre con curiosità infinita, voracemente, gioiosamente. Senza prendermi sul serio (ah-ah-ah) e cercando di essere sempre curioso, facendomi sempre sorprendere da qualcosa di nuovo.

 

Contatti
Facebook: facebook.com/gianluca.n.manna

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1 commento su “Quando il disegno è un vizio di famiglia – Intervista a Gianluca Manna

  1. […] tuo rapporto con la cucina e l’erotismo ce lo hai descritto nella nostra prima intervista ( clicca qui per leggerla ), Ma c’è un ultima curiosità, che ho chiesto anche a Senith e che chiederò […]

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