Hacker Porn Film Festival, dal 26 Aprile a Roma – Intervista a Fran Stable

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Il nostro sistema produttivo è talmente oppressivo, in cancrena, da tarpare le ali a qualsiasi artista voglia andare oltre queste regole prestabilite NO GENDER NO BORDER è un appello. Andare fuori dai generi e dai limiti, non solo nella nostra identità e nella nostra sessualità, ma anche nell’arte e nel cinema” F.S.


Hacker Porn Film Festival nasce a Roma dall’ idea di Fran Stable, produttore del documentario vincitore di un Nastro d’argento “Porno e Libertà”e di Lucio Massa produttore di diversi film indipendenti tra cui “Oltre la follia”di Luigi Atomico.

La missione del festival è dare valore e visibilità alle produzioni indipendenti che fanno dei corpi, della sessualità e delle transizioni tra i generi, nuovi soggetti d’indagine e ricerca. Il post porno come scrittura in grado di scardinare i generi, le convenzioni linguistiche e il rassicurante cinema di intrattenimento a cui siamo abituati. Il festival vuole ‘ hackerare’ e destabilizzare il sistema convenzionale di fruizione del cinema.
T-Squirt, nel suo alter ego T-Queef, ha realizzato per il festival una collettiva fotografica che vedrà protagoniste le foto di Andrea d’Auria, Andy Flippeg, Marino Festuccia, Klim Kutsevskyy.
Sarà presente inoltre la foto vincitrice del contest “Vieni all’HPFF con T-Queef” realizzata da Jack D’Amico.
L’HPFF si svolgerà a Roma presso Il KiNO, zona Pigneto, dal 26 al 30 Aprile, tutti i giorni dalle 16:00 all’ 1:00.

Cos’è il porno per Fran Stable

di VcomeVagina


Domanda:Lo scopo del festival, come è scritto nella vosta bio, ha lo scopo di hackerare il sistema prestabilito. La domanda sorge spontanea, come inquadreresti questa idea di convenzionalità, cosa intendi per invulso?

Risposta:Il cinema italiano si è adagiato su schemi, storie, linguaggi che non si sono mai evoluti nel corso del tempo.

A parte qualche rara eccezione, che viene dal cinema indipendente e dal documentario, il sistema produttivo è congelato a sistemi di narrazione vecchi e obsoleti.

L’industria cinematografica ed audiovisiva continua a produrre film con la falsa convinzione che il pubblico sia spaventato dalle novità e che ricerchi, da decenni, gli stessi prodotti. 

Ed ecco i nostri cinema invasi da prodotti nati morti, vecchi, che non funzionano più neanche nelle sale.

Il nostro cinema è stata l’unica industria a non aver prodotto un cinema queer e realmente indipendente. Ci sarà forse un motivo se non abbiamo mai avuto un Almodovar o un Derek Jarman in Italia?

Il nostro sistema produttivo è talmente oppressivo, in cancrena, da tarpare le ali a qualsiasi artista abbia voluto andare oltre queste regole prestabilite.

NO GENDER NO BORDER è un appello. Andare fuori dai generi e dai limiti, non solo nella nostra identità e nella nostra sessualità, ma anche nell’arte e nel cinema.

D.Il vostro progetto analizza le mille sfaccettature della sessualità. E’ stato complicato riuscire a creare qualcosa di alternativo e allo stesso tempo, unico, nella sua poliedricità?

R.No, non è stato difficile. All’estero si producono tantissimi prodotti che esplorano questioni importanti legate al genere e alle infinite forme di sessualità. Qualche problema l’abbiamo riscontrato in Italia, come dicevo, esiste una produzione molto limitata. Questo festival serve anche ad incoraggiare e a stimolare una produzione indipendente, siamo felici che molti autori abbiano deciso di realizzare un cortometraggio esclusivamente per il nostro concorso.

D.Molte sono state le pellicole ritirate dalle sale, una tra le più celebri Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pasolini. Parliamo di lavori giudicati cruenti dall’opinione pubblica e che vennero riproposti nei cinema dopo anni dallo loro prima uscita. Cosa credi sia cambiato dagli anni di Salò ai giorni nostri nella censura, sempre che qualcosa sia cambiato?

R.E’ cambiata la modalità di censura. Oggi tutto è controllabile, compresa la pornografia e le opere realmente sovversive. E’ difficile rompere questo muro e se ci riusciamo, il sistema si rimangia tutto. E’ come scagliare una pietruzza contro il mare, rimbalza ed è destinata ad affondare. 

Ma non dobbiamo arrenderci, oggi più di prima è necessario contrastare e creare spazi di contro cultura. Abbiamo una responsabilità morale, etica e politica, arrivare alle nuove generazioni. Offrire un’alternativa.

Questo festival ha un suo obiettivo politico. I film scelti sono veramente educativi. Chem Sex ad esempio, è un film che tutta la comunità gay dovrebbe vedere, soprattutto i più giovani. E’ un film che ci mette in guardia, ci pone davanti ad una sconfitta storica, quella del movimento LGBTQ. Una falsa libertà che nasconde un vero e proprio genocidio culturale e generazionale . Andrebbe mostrato in tutte le scuole e in tutti i circoli ARCI.

D.Sei stato produttore di Porno & Libertà di Carmine Amoroso, Nastro d’argento come miglior film nel 2016. Mi viene naturale chiederti: Porno è Libertà?

R.Sono produttore associato di Porno è Libertà ed è stata una bella avventura, faticosa ma esaltante. Di fatti l’idea di questo festival nasce un po’ da questo documentario ed è il motivo per cui Carmine Amoroso è stato chiamato a presiedere la giuria del nostro festival. 

Il porno è libertà nella misura in cui diventa un linguaggio di rottura contro un sistema, ma può diventare anche pericoloso, un linguaggio che diventa immediatamente convenzione e, come tutte le forme di comunicazione, divulgando un immaginario vecchio e sessista.

Il nostro festival cerca di mostrare film sessualmente espliciti che continuano a mantenere un principio di libertà e di rottura con le regole prestabilite.

D.La locandina recita “No borders, No gender”, nessun confine, nessun genere, dunque è un progetto, il vostro, che apre le porte a tutti. Che pubblico ti aspetti?


R.Stanotte ho sognato la prima giornata di festival. C’era un pubblico bellissimo, senza limiti e generi, ognuno era libero di essere quello che è, senza alcuna forma di giudizio.

Mi aspetto un pubblico così, forse è un po’ utopico come cosa ma ci stiamo provando. Vediamo come reagirà la città.

Ringraziamo di cuore Fran Stable per averci concesso l’intervista e VcomeVagina per averla magistralmente realizzata
(vcomevagina.wordpress.com)

CONTATTI

hackerpornfest.com

hackerpornfest@gmail.com
facebook.com/hackerpornfilmfestival

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3 commenti su “Hacker Porn Film Festival, dal 26 Aprile a Roma – Intervista a Fran Stable

  1. […] una domanda fatta proprio da Marcella Trani a Fran Stable, ovvero “la locandina recita “No borders, No gender”, nessun confine, nessun genere, […]

  2. […] vantiamo di ben due festival internazionali di cinema erotico/pornografico non commerciale. L’Hacker Porn Film Festival, evento romano alla sua prima edizione, e il Fish&Chips di Torino che si prepara alla sua terza […]

  3. […] fioriscono iniziative: a Roma da un’anno c’è il festival “Hacker Porn”  (clicca qui per la nostra intervista – n.d.r. ) e ci sono numerosi eventi dedicati alla pratica del Sex […]

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