La nuova pornografia la facciamo noi

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Mentre Pornhub è ancora impegnato a contare i soldi guadagnati con la pornografia online durante il lockdown italiano, è tempo anche per noi di bilanci sotto l’ombrellone. Baby K ha fatto il suo nuovo singolo estivo e fa schifo come tutti gli altri, ma se lo ascolti sei costretto a ballare. Giusy Ferreri ed Elettra Lamborghini hanno fatto un flop peggiore delle mie performance su cam4. I cantanti latino-americani quest’anno sono despaciti, e grazie al cazzo, vista la situazione covid fuori controllo in tutta l’America. Il silenzio è la scelta più rispettosa. In USA continuano a divampare le proteste del movimento Black Lives Matter. Chiara Ferragni viene insultata su tutti i social per una foto al museo degli Uffizi, sempre perché “ne saremmo usciti migliori”. E l’Europa? E il PD? Qualcuno sa qualcosa del PD? Insomma, quest’estate sembra essere partita in sordina. È convalescente dopo il covid.

Ma una novità c’è: un nuovo trend targato 2020! Come la pandemia. Di cosa stiamo parlando? Ma è ovvio! Del boom del porno amatoriale! Cosa c’è dietro il successo di piattaforme amatoriali, in alcuni casi a pagamento, come Vero e OnlyFans? Ci siamo stufati del solito zump zump patinato, anche se viene distribuito gratis?

Direi di no, ma è anche vero che uno dei problemi della pornografia tradizionale è che propone sempre gli stessi contenuti, fisici perfetti che non rappresentano gran parte della società, promuovendo un’ideale di bellezza quasi irraggiungibile.

Invece, con l’affermarsi della pornografia indipendente e amatoriale, si è riusciti ad intercettare un’esigenza di mercato nuova: quella di rappresentare diverse pratiche e diverse fisicità, affrancandoci dai modelli di bellezza degli anni 90.

Ecco spiegato il successo di OnlyFans, che soprattutto durante la quarantena ha avuto un boom di iscrizioni: sia nuovi performer, che cercavano fonti di guadagno alternative, sia nuovi spettatori, che avevano voglia di intrattenersi in maniera diversa.

La pornografia tradizionale ormai può solo rincorrere il mondo amatoriale, cercando di intercettare le tendenze che nasceranno spontaneamente sui numerosi portali. Quelli in cui si condivide il porno della vita reale!

Pornografia amatoriale, illustrazione, articolo scritto da Penne in Salsa Gaia

Ritornando alle proteste del movimento Black Lives Matter è interessante notare come neanche il mondo della pornografia tradizionale sia libero dal razzismo. Infatti, recentemente degli attori porno afroamericani hanno denunciato di ricevere spesso compensi inferiori rispetto ai colleghi bianchi e difficilmente riescono ad interpretare ruoli lontani dallo stereotipo dell’uomo nero, selvaggio e sessualmente potente.

Ad esempio, avete mai visto attori di colore in video “men at work”? Quasi sempre sono attori bianchi, mentre gli attori di colore interpretano teppisti che si approfittano dei twink o, più in generale, uomini di bassa estrazione sociale con atteggiamenti da mandingo.

Si sa, il porno è fatto di archetipi, però queste rappresentazioni non fanno altro che rafforzare stereotipi e pregiudizi. Il porno è uno specchio della società con tutti i suoi bias. Il rischio di rappresentare in un certo modo alcune categorie può portare alla feticizzazione delle stesse.

Questo accade per molti altri gruppi sociali come le lesbiche nei porno etero, i transessuali e persino i passivi.

Pornografia amatoriale, illustrazione, articolo scritto da Penne in Salsa Gaia

L’attore Armond Rizzo ha fatto sapere che una nota casa di produzione, che realizza video incentrati su attivi dominanti che si approfittano di ignari passivi, voleva offrirgli un compenso molto basso. Il motivo? Gli attivi dominanti sono i protagonisti di quelle scene.

Queste differenze di trattamento tradiscono un pensiero fortemente maschilista e discriminatorio (qui patriarcato ci cova), in cui il passivo è ritenuto inferiore in quanto “svolge un ruolo simile alla donna”.

Tale comportamento discriminatorio non fa altro che rafforzare l’atteggiamento omofobo e sessista di quelli che sentono il bisogno di scrivere MxM su grindr.

La pornografia, invece, in quanto strumento di intrattenimento di massa, dovrebbe rappresentare meglio le categorie sociali che porta in scena a scopo di lucro, ed essere veicolo di inclusività e auto-accettazione. Ecco perché, oggi, sempre più spesso, si sente parlare di porno etico.

Pornografia amatoriale, illustrazione, articolo scritto da Penne in Salsa Gaia

L’ascesa della pornografia amatoriale ha, quindi, obbligato l’industria del porno a ripensare la propria offerta. Infatti, ultimamente sono apparsi video porno gay con attori trans FtM. Questo ha permesso, da un lato, di rappresentare una realtà già presente nella società, aiutando le persone trans ad accettare maggiormente i propri corpi e la propria identità di genere. Dall’altro lato, però, la maggior parte dei video vedono gli attori FtM impegnati nel ruolo del passivo che viene penetrato.

Anche qui patriarcato ci cova. Infatti, questi video, anche se sembrano inclusivi, in realtà sono fallocentrici, realizzati ad uso e consumo del gay attivo e non rivolti ai ragazzi transessuali. Tendono a rafforzare il concetto che solo chi ha un pene può effettuare la penetrazione e ricoprire certi ruoli di dominanza, ribadendo stereotipi di genere tipici del binarismo uomo/donna e affermando, manco troppo implicitamente, che i ragazzi FtM saranno sempre mezzi uomini.

Pornografia amatoriale, illustrazione, articolo scritto da Penne in Salsa Gaia

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