L’ultimo sesso al tempo della peste, intervista a Filippo Tuena

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Tra i tanti volumi pubblicati sul tema quarantena, per noi è un piacere e un dovere segnalare L’ultimo sesso al tempo della peste, un libro di racconti e brani di diario dei giorni di clausura durante il lockdown a causa Covid. La raccolta, curata da Filippo Tuena, è stata pubblicata da NEO Edizioni ed è acquistabile sul sito della casa editrice in versione Ebook (CLICCA QUI).

Copertina dell'Ebook "L'ultimo sesso al tempo della peste" a cura di Filippo Tuena. Neo Edizioni
La copertina dell’Ebook (CLICCA QUI per acquistarlo)

Ma come e perché nasce questo libro?
Abbiamo chiacchierato con Filippo Tuena, curatore della raccolta e padre del progetto, che ci ha racconto la genesi del libro, come si è evoluto e le finalità per cui è stato realizzato.

Lodevole anche la scelta di devolvere i proventi del libro al Centro Senologico dell’ospedale “G. Bernabeo” di Ortona – ASL Lanciano-Vasto-Chieti. Un motivo in più per acquistarlo.

 

Filippo Tuena
Filippo Tuena (fonte immagine CLICCA QUI)

 

Domanda. Filippo, è un vero piacere poterti intervistare e scoprire e narrare insieme la genesi della raccolta “L’ultimo sesso al tempo della peste”. Ritorniamo al 24 febbraio, giorno in cui è nata l’idea. Qual è stata la scintilla che ha accesso la tua curiosità e ti ha spinto a raccogliere e ricercare autori/autrici per declinare assieme il tema del desiderio durante la quarantena?
Risposta. Grazie a voi per le domande e l’attenzione a questo singolare libro. L’idea, come dico nella prefazione, è nata in un’ora antelucana, qualche giorno prima del lockdown, anche se certamente era nell’aria che si rimanesse chiusi in casa per un certo tempo, soprattutto noi che abitiamo in Lombardia. C’era dunque nell’aria una separazione, una clausura che avrebbe reso difficili se non impossibili i rapporti sessuali, e avrebbe persino resa complicata la sessualità tra le coppie stabili che condividevano un’abitazione. Ed è stato così. Il sesso, come molte altre esperienze, in quel periodo si è cristallizzato, lasciando adito a fantasie, ricordi, rimpianti, paure. Ecco, andavo cercando queste situazioni e gli autori hanno saputo partecipare al gioco.

 

D. La raccolta consta di autrici e autori provenienti dalle varie regioni d’Italia e dall’estero. Sono scrittrici e scrittori di esperienza ma anche esordienti, giornalisti, blogger, docenti, lettori e molto altro. Quanto è stato importante per una raccolta del genere con un tema così specifico, ricercare un’umanità più varia possibile?
R. Come dicevo sopra, al post su Facebook, tra le 6 e le 8 del mattino, hanno risposto 70 autori, molto diversi tra loro. Pochi sono stati contattati da me, la maggior parte si è offerta in quelle 2 ore in cui il post è stato visibile. Mi piace molto questa varietà di contributi e mi piace molto che non sia stata la letteratura a fare da collante quanto piuttosto una specie di autoanalisi sulle conseguenze del lockdown. Era quello che cercavo: non belle frasi ma concetti chiari.

 

D. La raccolta raccoglie sia racconti che brevi pagine di diario. Riguardo quest’ultimo punto, quali emozioni e stati d’animo affiorano maggiormente?
R. Ci tenevo a una sezione diaristica. In realtà è nata qualche settimana dopo che i primi racconti mi pervenissero, proprio perché mi rendevo conto che i contributi stavano andando in una direzione fantastica mentre mi sembrava importante che il libro mantenesse un rapporto stretto con la realtà.

autori e autrici dei racconti dell'Ebook "L'ultimo sesso al tempo della peste" a cura di Filippo Tuena. Neo Edizioni
Gli autori e le autrici dei racconti.

D. Parliamo dei racconti. Sesso e peste mi fa riaffiorare alla mente il concetto di sesso e morte, Eros e Thanatos. Due forze opposte che convivono nella vita (o al di sopra di essa) di ciascuno di noi. Immagino tu abbia sentito questi elementi riverbererare nei racconti. In che termini? Nelle atmosfere? Nelle costruzioni narrative? Nelle intenzioni?
R. Prima di quest’esperienza ho lavorato a un libro costruito proprio su questa dicotomia: Eros e Thanatos. Dunque, è un argomento che m’interessa molto. Percorrere il limite estremo, affacciarsi sull’abisso. I racconti rispondono a questo suggerimento, del resto non introdotto da me ma dalla situazione contingente e si sviluppano su due tipologie abbastanza riconoscibili: c’è una componente di fantasia – vicende ambientate in un passato remoto, durante pestilenze storiche e che nascono da una matrice fantastica, quasi da favola noir. Poi c’è un’altra tipologia più contemporanea, più attinente a esperienze personali, a ricordi o a considerazione che sono emerse durante il lockdown. E’ evidente che nella prima tipologia di racconti la componente Thanatos ha un peso maggiore: stupri, baccanali, un mondo grandgruignolesco che deriva più dalle fantasie erotiche che dalla realtà. Un Eros contemporaneo mi sembra domini l’altra tipologia di testi. Un sesso fatto e praticato senza contatti o con filtri di carattere tecnologico che rappresenta in qualche caso persino una soluzione al lockdown. Quel che mi ha colpito favorevolmente è l’atmosfera di compartecipazione e le sinergie che si sono sviluppate nel gruppo di autori. E’ stata una bella risposta alla separazione imposta dal lockdown

 

D. I racconti seguono un ordine cronologico Il primo porta la data del 26 febbraio, l’ultimo il 2 aprile. Ti sei reso conto di un approccio diverso da parte degli autori e delle autrici in virtù di questo? Hai notato atmosfere differenti?
R. Certamente a mano a mano che arrivavano i contributi si percepiva una maggior partecipazione emotiva. Non dimentichiamoci che tra fine marzo e i primi di aprile si sono toccati i vertici dell’epidemia e il rischio che il lockdown si protraesse sine die era effettivamente molto concreto. Io credo che i racconti siano stati scritti in prossimità della data d’invio ma non posso esserne certo. So che ho rifiutato un racconto che era stato scritto molto prima del covid, e che stonava rispetto ad altri. Altrettanto non sono stati inseriti un paio di racconti più letterari – scelta attuata dagli autori e che ho condiviso – perché stonavano nell’insieme.

 

D. Come hai scelto la casa editrice?
R. Ho mandato il testo a due editori con i quali avevo collaborato in passato, ben cosciente che la situazione economica e le prospettive commerciali non fossero favorevoli. NEO. ha risposto con entusiasmo e con rapidità proponendo la soluzione e-book che sembrava, al momento, la più ragionevole. Non dispero che con l’anno che viene sia possibile, in forza anche di un certo successo commerciale che l’e-book ha avuto, a una edizione in cartaceo, anche se le oltre 300 pagine che il libro sviluppa potrebbero comportare un problema. Per ora va bene così, come altrettanto soddisfacente è la destinazione dei proventi delle vendite: un aiuto a un ospedale specializzato in senologia.

 

D. Quali sensazioni emotive hai provato e quali riflessioni sociologiche hai fatto dopo la lettura dei racconti?
R. Come ho detto si percepisce una piccola discesa nel Maelstrom, uno sguardo nell’abisso, un senso di sgomento e solitudine che neppure la carnalità dell’Eros riesce a cancellare. Quando è descritto, l’orgasmo sfocia spesso nella distruzione; più che descrivere il compimento dell’atto erotico manifesta la sua vanità. Il desiderio di condividere una situazione è spesso oscurato dalla volontà di prevaricare o di distruggere. Mi piace il contrasto tra questi aspetti dei racconti e l’apparente semplice quotidianità che emerge dalle pagine di diario. Quest’ultime descrivono sì situazioni di quarantena, di chiusura ma lo fanno con parole molto quiete, molto serene. I racconti emergono da questa serenità ma quasi mai la descrivono. Deviano in altre direzioni, spesso inquietanti. Del resto Eros non è fatto per la tranquillità. Eros complica, Thanatos distrugge.

 

Contatti Neo Edizioni
Sito: neoedizioni.it
Facebook: Neo Edizioni
Instagram: @neoedizioni
Twitter: @neoedizioni

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