Quickie Scenes, quando l’arte erotica nasce da una “sveltina” – Intervista a Maki e Mattia

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“Era quasi impossibile non collegare l’idea di una “scena” erotica che veniva consumata velocemente, alla sveltina (detta quickie in inglese), per cui abbiamo pensato che Quickie Scenes fosse perfetto!” Maki

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© Quickie Scenes

Quickie Scenes è un progetto creato da Maki e Mattia, collettivo italo-venezuelano che nel 2018 ha deciso di affrontare il tema dell’erotismo con leggerezza e ironia. Maki si avvicina all’arte grazie alla sua passione ultra decennale per la fotografia. Mattia nasce in una famiglia con una grande passione per l’arte e ne rimane felicemente coinvolto. Quickie Scenes inizia con delle illustrazioni create con un app del cellulare per poi passare ad acquarelli, oli, fotografie e collage cosparsi di coriandoli. Questa diversità nelle tecniche usate rendono ricco e particolarmente interessante il loro portfolio. Riescono, infatti, a creare tante visioni diverse dell’erotismo, seppur collegati ad un unico progetto. Abbiamo intervistato Maki e Matti per conoscere qualcosina in più del progetto Quickie Scenes e per scoprire come nasce questo duo così ben assortito. Inoltre siamo felici di ospitare alcune delle loro opere sul nostro sito (CLICCA QUI).

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© Quickie Scenes

Domanda.Ciao Maki e ciao Mattia. Prima di iniziare a parlare del vostro progetto, siamo curiosi di conoscere qualcosa in più su di voi. Quando vi siete conosciuti e quando è iniziato il vostro approccio con il mondo dell’arte?
Maki.Il mio approccio con il mondo dell’arte nasce dal mio interesse per la fotografia. Sono ormai più di 10 anni che fotografo e quando mi sono trasferita in Italia ho scoperto che la fotografia era presente anche nelle gallerie d’arte contemporanea e nel mercato del collezionismo. Così ho lavorato per due anni in una galleria a Milano e ho conosciuto Mattia nel 2017.
Mattia.Io ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia appassionata di arte, fin da piccolo sono stato circondato da libri e cataloghi di mostre e di artisti. Erano quei libri grossi con la copertina rigida e nera. Dentro c’erano solo foto dei quadri o delle sculture e nessun testo. Quindi credo di essermi interessato all’arte senza sapere che lo fosse, per me erano solo forme e colori.

 

D.Il vostro duo si chiama “Quickie Scenes”, già il nome promette bene. La vostra arte è una “sveltina”? Come mai avete scelto questo nome?
Maki.Poco dopo aver conosciuto Mattia ho scoperto che lui e dei suoi amici inviavano dei disegni osceni a una loro amica “bigotta” per prenderla in giro. I disegni venivano realizzati in pochi minuti con un app semplicissima del cellulare. Alla fine ci siamo convinti a pubblicarli, ci facevano ridere e abbiamo aperto un profilo instagram con l’idea di postare un disegno al giorno. Era quasi impossibile non collegare l’idea di una “scena” erotica che veniva consumata velocemente, alla sveltina (detta quickie in inglese), per cui abbiamo pensato che Quickie Scenes fosse perfetto!
Mattia.Voglio solo aggiungere che la nostra amica non è (più) bigotta ed è diventata una nostra grande fan.

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© Quickie Scenes

D.Avete deciso di affrontare il tema dell’erotismo con leggerezza e ironia, questa è una cosa che ci accomuna. Perché questa scelta? Perché l’esigenza di parlare di erotismo?
Maki.Non abbiamo in realtà “un’esigenza” di parlare di erotismo, ci divertiamo soltanto a farlo e abbiamo scoperto che tra le persone c’è curiosità nell’approfondire queste tematiche. Ci fa sempre piacere quando qualcuno passa davanti ai nostri lavori e si sente libero di parlare di sesso, ma soprattutto quando sono bambini curiosi che sfogliano tra i disegni e chiedono spiegazioni alle mamme.
Mattia.Essendo un progetto nato un po’ per caso e per goliardia ci sembra che la via più naturale da seguire sia quella dell’ironia. In generale quando un’ idea per un progetto fa molto ridere entrambi, allora decidiamo che vale tempo e fatica per tentare di realizzarla.

 

D.Illustrazioni digitali, acquarelli, foto manipolate e anche ceramiche. Le tecniche che adoperate sono diverse ma il risultato visivo è sempre di forte impatto. Chi realizza cosa? Ci sono opere che realizzate insieme?
Maki.Gran parte dei lavori con cui abbiamo iniziato sono stati realizzati da Mattia. Le illustrazioni digitali e gli acquarelli, per esempio. I Porno Coriandoli sono stati pensati da lui, ma poi prodotti insieme. Stessa cosa per le ceramiche. Invece le fotografie sono io a farle. Diciamo che c’è sempre un confronto nell’ideare un nuovo lavoro e poi ci dividiamo nella realizzazione.

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© Quickie Scenes

D.Qual è il processo creativo che vi avvicina alla creazione di un nuovo lavoro? Dove nasce la vostra ispirazione?
Mattia.Come molti siamo dei grandi collezionisti di immagini,( post su instagram, schermate catturate da film , serie televisive, foto orribili fatte con lo smartphone.) si accumulano sul desktop per mesi finché non si capisce più nulla e siamo costretti a creare delle cartelle per raggrupparle. Lì possono rimanere anche anni, qualche volta le riguardiamo e ne eliminiamo qualcuna. Quelle che sopravvivono sono quelle immagini che non riusciamo classificare bene, che hanno qualcosa da dirci ma che non abbiamo capito.

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© Quickie Scenes

D.Il mondo dell’erotismo è molto vasto. Tanti sono gli artisti che si sono dedicati, chi per tutta la vita chi solo occasionalmente, all’eros. Cos’è per voi l’erotismo? Crediate esista una differenza tra erotismo e pornografia?
Maki.Per me l’erotismo è il modo individuale che abbiamo di sperimentare la propria sessualità. E’ determinato dal nostro inconscio e si manifesta nei nostri desideri, interessi e pensieri profondi. Penso che la pornografia invece sia un linguaggio molto categorico di rappresentazione della sessualità. Anche se si possono trovare cose abbastanza bizzarre, c’è sempre uno stile che determina il modo in cui viene diffusa. Trovo che l’erotismo sia molto più irrazionale della pornografia, anche se può sembrare il contrario.
Mattia.Ahia…non saprei proprio rispondere a questa domanda. Però questa frase di Moretti mi ha fatto sempre molto ridere: CLICCA QUI

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© Quickie Scenes

D.I social offrono una vetrina importante, sia per gli artisti affermati ma direi soprattutto per i giovani artisti che vogliono emergere. Peccato però per la censura, che spesso oscura anche dei lavori innocui, magari per un mezzo capezzolo e per un centimetro di pelo pubico. Qual è il vostro rapporto con i social e come vivete la loro censura dei nudi d’arte?
Maki.Il nostro progetto è nato su Instagram e sicuramente è la nostra fonte di visibilità principale, però in passato abbiamo avuto anche noi problemi di censura e qualche Porno Coriandolo ci è stato tolto dal profilo. E’ paradossale perché i disegni o le illustrazioni non vengono mai censurati, invece le foto si. Anche se è un peccato, abbiamo imparato a camuffare certi lavori, ma purtroppo penso che sia una battaglia persa contro un algoritmo programmato.

 

D.Sono passati pochi mesi dalla vostra nascita. Bilancio positivo?
Maki.Si positivo!  Abbiamo conosciuto tante persone divertenti e realtà interessanti e attente che ci stimolano a portare avanti il nostro progetto.

 

D.Quali sono i vostri progetti per il futuro? Cosa sognate per Quickie Scenes e cosa per voi stessi?
Maki.Mi piacerebbe che Quickie Scenes riuscisse a viaggiare fuori dall’Italia. Ci sono tantissime realtà legate all’arte e all’artigianato che ci piacerebbe approfondire. Vorrei anche che i nostri lavori avessero più visibilità online.
Mattia.Sarebbe bello se Quickie Scenes diventasse qualcosa più di uno svago. Tutto sommato ci sono lavori peggiori che disegnare tette!

 

Contatti: 
Facebook: @QuickieScenes 
Instagram: @quickie_scenes

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