Si spengono le luci sulla seconda edizione dell’Hacker Porn Film Festival, ecco i film premiati

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Proiettore in pausa, sedie richiuse e appuntamento al prossimo anno. La seconda edizione dell’Hacker Porn Film Festival si è conclusa ieri sera con l’Hacker Porn Closing Party presso il Club Company, per una festa fuori dal comune grazie anche alla performance di Rosario Gallardo e al DJSet di Impy, SuperAnto, Lady Maru e Silvia Calderoni . Il pomeriggio ha visto invece celebrare l’attesissima premiazione delle categorie in gara e la proiezione del 48H Film Project di Ben Berlin, realizzato dall’artista spagnolo durante il suo soggiorno romano. Il festival, ricordiamo, si è svolto da martedì 24 aprile a lunedì 30 aprile e ha ospitato, presso gli spazi dello Sparwasser e del Trenta Formiche,  la proiezione di quattordici lungometraggi, ventotto cortometraggi, documentari e altri interessanti progetti, performance e workshop. Una settimana ricca di emozioni e sensazioni positive. Un atmosfera dove il respiro di libertà è stato condiviso sia dai fruitori del festival che dai protagonisti. La sessualità in ogni sua forma, aspetto e sfaccettatura, con un attenzione non scontata a temi solitamente poco affrontati come, per citarne solo qualcuno, quello delle anziane sex workers, il problema del vaginismo, il sesso per le persone con disabilità, le donne che hanno scelto di non avere figli. Chi si è perso il festival, possiamo dirlo senza paura di smentita, si è perso tanto. Anche per questa seconda edizione Queef Magazine by T-Squirt ha dato il suo piccolo contributo reso possibile grazie all’enorme disponibilità di Fran Stabile, ti amiamo Fran, e Lucio Massa, lungimiranti e preparati ideatori e organizzatori del festival. Ma ritorniamo al festival e alla sua serata conclusiva. Elegantemente presentata da Lilith Primavera e Iwanda la premiazione si è svolta presso il Trenta Formiche grazie al giudizio, non facile visto i tanti bei film in concorso, delle giurie formate da :
Giuria Lungometraggi composta da Jochen Werner, Klaus Mondrian, Lilith Primavera, Marco Kassir, Serena Alfieri.
Giuria Cortometraggi composta da Alex Dihel, Lucas Levon, Marta Capesciotti, Marta Zoli
Valentine aka Fluida Wolf .
Senza indugiare oltre diamo ora spazio ai film premiati, rinnovando i complimenti ai registi e alle registe premiat*.

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Omaggio a Marielle Franco di Lilly Lablonde

MIGLIOR FILM
“Who will fuck daddy?” di Lasse Långström
Il film ha trovato un approccio originale  mettendo a confronto riprese documentarie della comunità queer contemporanea con un mondo fantasy immaginativo che prende forma dalla storia del cinema queer. Giocando ironicamente con la sua estetica kitsch, vintage e onirica, mette insieme i valori fondamentali della nostra nuova società queer.

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Who will fuck daddy? di Lasse Långström

MIGLIOR DOCUMENTARIO
“The 36 Year Old Virgin” di Skyler Braeden Fox
Un documentario coraggioso e commovente che esplora la questione dell’identità di genere e delle fantasie sessuali, giungendo alla conclusione che, nell’identità, corpo e fantasia non hanno necessariamente bisogno di corrispondere, perché in una sola vita puoi vivere una moltitudine di generi. Il film celebra inoltre l’abbraccio di una comunità che aiuta a vivere anche quelle fantasie che potrebbero spaventarti all’inizio.

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The 36 Year Old Virgin di Skyler Braeden Fox

MENZIONE SPECIALE
“My Body My Rules” di Émilie Jouvet
Un manifesto di liberazione sessuale che mette in scena performance di diversi tipi di corpo che interpretano diversi feticismi, trasformati in immagini radicali ed estetiche dalla regista Émilie Jouvet.

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“My Body My Rules” di Émilie Jouvet

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO ITALIANO
“POW” di Werther Germondari e Maria Laura Spagnoli
POW rinnova l’immaginario del porno con un’idea sperimentale e coraggiosa. Di fronte alla banalità del male che la violenza della guerra porta con sé, due soldati di fronti opposti si abbandonano alla sperimentazione allucinata e consensuale in una natura che li protegge, dove umano e non umano, reale e non reale si confondono, lasciando chi guarda in uno stato di curiosa confusione.

 

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO INTERNAZIONALE
“Full” di AORTA films
Corpi grassi, potenti che hackerano le frontiere di ciò che normalmente viene concepito come sessualmente desiderabile ed eccitante. Un’ode al sesso come atto “empauerante” di vendetta, come consenso e cura reciproca.

 

MENZIONE NO BORDER NO GENDER
“Piedad” di The Outdoor Cat
Un corto che demolisce e azzera le frontiere della decenza e della moralità. corpi non binari, non classificabili in un’atmosfera trash e post-apocalittica che esprimono una forma dissacrante di cura e rispetto del desiderio, oltre i confini del genere e della vita.

 

MENZIONE MIGLIOR CONTRIBUTO ARTISTICO
“Furniture Porn Project” di Antoine Héraly
Esperimento originale in cui le frontiere del porno si estendono oltre la carne, oltre i corpi per abbracciare lo spazio e gli oggetti. Ogni aspetto è curato nel dettaglio – luci, colori, outfit, pieni e vuoti delle stanze – per rompere ironicamente con l’immaginario fetish e BDSM tradizionale, creando nuovi spazi per l’immaginazione e il desiderio.

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“Furniture Porn Project” di Antoine Héraly

Contatti
Sito: hackerpornfest.com
Facebook: facebook.com/hackerpornfilmfestival
Instagram: instagram.com/hpff_rome

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