Sexy mondo io non ti voglio di Leda Gheriglio

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Sexy mondo, io non ti voglio, di Leda Gheriglio

 

Vorrei installare Tinder per soddisfare i miei bisogni sessuali esattamente come fa Just Eat per i bisogni alimentari. È così che si fa, finalmente, oggi. Vorrei ma non posso perché il mio disprezzo per il prossimo è talmente elevato e la mia voglia così presuntuosa, da non poter partecipare al banchetto. Eppure non faccio che stimolarmi continuamente, ma il mio desiderio è proteso verso di te che mi angosci nelle attese più lunghe e colme di drammatiche eccitazioni. Ecco che in mente torna il tuo buco del culo e la mia voglia di leccarlo per minuti e minuti senza quasi respirare; mi annienta. Guardo un porno in preda ad una brama feroce, c’è una ragazzina con due ganci che le tendono le narici, divaricandole e deformandole. Sta piangendo perché è immobilizzata e una donna le schiaffeggia i seni barbaramente. Dopo averle inflitto sofferenze insopportabili che hanno
riempito copiosamente di muco labbra e mento, la donna e un uomo lì presente vorrebbero costringerla a venire, ma lei piangendo dice che non ce la fa perché sente troppo dolore ed è almente stressante la posizione in cui si trova che l’orgasmo sembra essere il suo ultimo pensiero. I due si accaniscono e la masturbano per troppo tempo, mentre lei piange e prova a concentrarsi invano. Ad un certo punto la donna sbuffa ed esclama: “basta cazzo, così è troppo noioso”! E la mollano. Io cerco qualcos’altro mentre penso al tuo cazzo duro disegnato sotto il tessuto dei jeans.
Vorrei travestirmi, vorrei fare sesso con tutti senza provare preziosità scandalose, ma la mia mente
non riesce a star dietro al nuovo sexy mondo bellissimo che sta crescendo e mutando vicino a me,
dentro di me, davanti a me.

Guardo un altra clip porno e c’è una tipa legata con le braccia immobilizzate, una gamba legata verso l’alto (posizione scomodissima) e gag ball insalivata. L’altra
le inietta dell’acqua nel culo da un siringone in vetro, a intervalli; poi le massaggia la pancia e le
dice di trattenere tutto “altrimenti punizioni bla, bla, bla”. Sto per chiudere la finestra video nonostante la mia intima passione per questa pratica, perché penso sempre a te e voglio masturbarmi ad occhi chiusi pensando a quel che il mio desiderio mi porta. Prima che io faccia clic,
ecco che la torturatrice prende un dildo con l’intenzione di sodomizzare la malcapitata. Lei inorridita tenta ridicolmente di comunicare la sua disapprovazione, ma l’altra la ignora e le intima di non perdere nemmeno una goccia. Assisto alle enormi difficoltà di penetrazione perché da una parte
c’è la spinta ad entrare, dall’altra la buona volontà della performer di trattenere l’acqua e quindi di
serrare il buco del culo contrastando l’inevitabile epilogo. Mentre la donna stantuffa senza pietà,
l’altra si contorce, per quanto sia possibile nella sua infelice posizione, e respira affannosamente
piangendo con la faccia paonazza, io penso a tutto quello che non si vede: l’acqua dentro, smossa
vorticosamente da un fallo grande di gomma in uno spazio angusto. Fa male, è una cosa che fa solo male e che impenna l’imbarazzo e la vergogna della persona succube, facendo esplodere il cervello.

Non credo che una performer di quella portata manchi di razionalità e maturità, per cui non credo che lei provi vergogna durante una simile sessione, ma io si. Sento così male alla pancia che devo precipitarmi in bagno per espellere ed espellere ed espellere. Salvo il video, so già che tornerò a guardarlo. Vorrei essere aperta e vuotata come una seppia, dalle tue mani nude, ed essere pulita per ricevere dentro il culo tutto quello che viene da te, ripetutamente, senza dover chiedere accrediti e inviti ai disgustosi rifiuti che lo abitano. Ma l’altra notte ho fatto un sogno. Ero piena e nauseata da una cena assurda con tante persone e tu, una volta soli, volevi fottermi il culo. Io ti dicevo di no e tu insistevi e mi stringevi la pancia e io volevo sottrarmi, ma tu mi baciavi e mi tenevi ferma e mi dicevi che mi avresti ficcato il cazzo nel culo comunque. Nel sogno mi ricordo che avevo i crampi alla pancia e sudavo freddo. Tu mi inculavi nonostante io piangessi dal male e dalla vergogna perché ad un certo punto…un macello. Tu non smettevi proprio di fottermi. Mi sono svegliata pensando di trovarmi annegata in un mare di merda; perché nel sogno eravamo in un mare di merda.

Prendo il cellulare, prendo il mio sconforto e lo butto nel cestino del cervello. Da quando esiste questo nuovo mondo virtuale social ho imparato che il mio cervello si è organizzato diversamente e non so più bene come pensavo e sentivo prima, come fosse strutturato il mio tempo e il mio spazio, come gestivo la presenza e l’assenza. Non mi hai scritto, non ti vedo, vado nell’App Store, cerco Tinder. Che bello, chissà se su Tinder riuscirò a trovare lo strumento di cui ho bisogno. Quanto sarà difficile riarredare la mia mente in modo da poter accogliere una persona con cui non ho il
necessario legame per poter godere come una dannata? Sarà mortalmente noioso e febbrilmente
faticoso, io rinuncio.

Sexy mondo io non ti voglio di Leda Gheriglio, illustrato da Walt Disk. Rubrica senza filtri
© Walt Disk

 

Leda Gheriglio
Leda Gheriglio (Catania, 1987) ha scritto “Il clitoride càtaro” (eroscultura 2016) e “Uroboro” (ensemble 2019). Scrive, disegna, fa video e posa davanti a telefoni, macchine fotografiche e pennelli.

 

Contatti
Instagram: @ledagheriglio
Facebook: @leda.gheriglio

 

Walt Disk
Walt Disk pseudonimo di Roberto Caggiano, nasce a Modugno (Bari) nel 1989. Sin da piccolo manifesta una forte predisposizione al disegno. Quando sua madre viene chiamata dalle insegnanti perchè “il bambino non smette di disegnare in classe”, lei torna a casa e gli regala una risma di carta lasciandolo libero di seguire i suoi sogni.
Diplomatosi al Liceo Artistico, non smette di cimentarsi nei lavori più disparati traendo ispirazione dall’interazione umana all’interno delle diverse realtà lavorative. Walt è un artista schivo, introspettivo che esprime attraverso i suoi disegni il suo personale punto di vista sulla realtà degli uomini, restituendoci la visione di un mondo distopico senza possibilità di salvezza. Le sue visioni umane sono prive di filtri, mostruosità che riflettono il dolore interiore e le gabbie mentali che lo racchiudono.
Schizza con penna spaccati di vita urbana utilizzando i mezzi pubblici come punto di osservazione. Frequentatore e animatore del mondo dei graffiti e della street art, attualmente utilizza maggiormente la tecnica penna su block notes Moleskine.

 

Contatti
Instagram: @the_void_walt

 

La rubrica senza filtri  (CLICCA QUI per gli altri racconti) è a cura di T-Squirt con la necessaria e preziosa collaborazione di Elena Giorgiana Mirabelli ,redattrice e responsabile progetti di Arcadia book&service.

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