Sex toys e design, il caldo piacere del legno – Intervista a Silvia Picari

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“Credo che sia necessario fare informazione per permettere alle persone di vivere la propria sessualità in modo libero, consapevole ed appagante, costruendo così una società di individui umanamente predisposti al confronto e all’accettazione delle diversità piuttosto che alla diffidenza e alla paura dell’altro”. Silvia Picari

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© Silvia Picari Design

Quando abbiamo ammirato per la prima volta i dildo in legno di Silvia Picari siamo rimasti entusiasti dalla bellezza e dalla cura del dettaglio di ogni singolo pezzo. Una scelta ecologica ed estetica unita all’abilità progettuale e artigianale di Silvia. Tutti i suoi prodotti sono pezzi unici, realizzati e dipinti a mano. Non sono solo dildo ma veri e proprio oggetti di design, d’altronde Silvia ha una formazione come architetto ed è artigiana per vocazione. Le sue sculture di piacere sono oggetti accattivanti, evocativi, belli e colorati, da tenere esposti piuttosto che nascosti in un cassetto e proprio questo aspetto li rende oltre che interessanti anche sessualmente positivi. Questo pensiero libero, positivo e giocoso sulla sessualità è un altra caratteristica che ci ha fatto innamorare di Silvia e dei suoi progetti. Quello che è Silvia, il suo modo di intendere il sesso come gioco d’amore e non come cupa vergogna è tutto nelle sue sculture. Siamo per questi motivi orgogliosi e felici di poter ospitare alcune delle sue produzioni sul nostro sito ma, se possibile, ancor di più felici di averla intervistata. Silvia non si è risparmiata e ci ha donato delle risposte davvero preziose che ci hanno permesso di conoscerla più a fondo e di capire realmente la sua grande passione per le sue fantastiche “creature di legno”.

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Silvia Picari

Domanda.Silvia, grazie per la disponibilità nel concederci questa intervista e complimenti per le tue bellissime creature. Conosciamo il tuo interesse per il design, per la progettazione e realizzazione delle tue idee. Quando e come nasce in te questa passione?
Risposta.Questo progetto nasce da un insieme di cose. Sicuramente c’è molto della mia formazione di architetto. Sono sempre stata appassionata di design del prodotto perché credo che lasci più spazio espressivo alla creatività. Mi piace la sensazione che lascia il processo creativo nel suo insieme. Partire dall’idea e sviluppare soluzioni fino ad arrivare alla sua realizzazione pratica. In questo senso per me è fondamentale l’approccio produttivo artigianale perché mi permette di partecipare fino alla fine alla realizzazione dell’idea. In questa dimensione mi sento parte del mio progetto, la mia idea nasce dalle mie mani e questo mi lascia un senso di soddisfazione ed entusiasmo impagabile. Nell’enorme varietà di prodotti realizzabili ho scelto di sviluppare un progetto sui sex toys perché volevo creare un prodotto che avesse qualcosa da raccontare, che facesse da input per stimolare riflessioni e scambi di idee. Non un mero oggetto di consumo, ma qualcosa senza tempo, che fosse sempre lì a ricordare qualcosa di bello. In questo senso, il mio lavoro è l’espressione di una ricerca personale sulla natura dei rapporti umani e sull’importanza che l’empatia assume nella costruzione di una società felice e cooperativa. Occuparmi di sessualità per me ha una valenza in un certo senso, filosofica. La mia riflessione parte dal constatare che le nostre vite sono continuamente condizionate da influenze esterne che non ci rappresentano veramente ma che condizionano, in modo più o meno cosciente, le nostre scelte di vita ed i rapporti con gli altri. Penso che, i condizionamenti che riguardano la sfera sessuale, sono decisamente i più aggressivi e violenti perché toccano la sessualità e quindi un aspetto intimo e profondo del nostro essere. Creare una cultura positiva del sesso, impegnarsi per abbattere stereotipi e pregiudizi, per me significa aprire un dialogo sulla tolleranza ed il rispetto delle diversità, significa coltivare amore ed empatia verso gli altri piuttosto che diffidenza e paura. Parlare di sesso attraverso dei “giocattoli” diventa, quindi, un modo provocatorio, divertente e leggero di parlare d’amore e di empatia. I miei oggetti sono un invito a riflettere su questi temi giocando, senza imbarazzi né preconcetti.

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© Silvia Picari Design

D.Chiamare le tue creazioni sex toys è riduttivo. Sono dei veri e proprio oggetti di design, belli anche solo a tenerli sul comodino. Oddio, forse magari solo per tenerli sul comodino sarebbe un affronto alla loro funzionalità. Senza divagare oltre, come nasce in te la voglia di unire design e oggetti del piacere?
R.In generale per me il design è una disciplina che si occupa, o almeno dovrebbe, di trovare soluzioni tecniche, funzionali ed estetiche che migliorino la vita delle persone. Si occupa dei più svariati aspetti della nostra vita ed in questo senso, penso che dovrebbe essere naturale applicare la stessa cura agli oggetti di piacere. La mia scelta, è un modo simbolico ma anche pratico per rimarcare questo concetto: la sessualità è un aspetto molto importante della nostra vita, contribuisce in modo determinante a definire il nostro modo di essere. Incentivare le persone a vivere la propria sessualità in modo libero, consapevole ed appagante, è il presupposto per costruire una società di individui umanamente predisposti al confronto e all’accettazione delle diversità piuttosto che alla diffidenza e alla paura dell’altro. Un sex toy, è un oggetto di uso quotidiano che migliora il rapporto con la nostra intimità, così come la sedia ci permettere di stare comodamente a tavola o una bella lampada illumina il nostro salotto la sera. Prendersi cura della propria sessualità è qualcosa di bello e naturale e penso che i nostri toys meritino un posto alla luce del sole nella nostra quotidianità, per esempio sulla libreria in salotto.

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© Silvia Picari Design

D. Il mercato dei sex toys è in crescita. C’è sempre una maggiore consapevolezza e ricerca del piacere personale. C’è anche una crescente voglia di giocare e sperimentare con il proprio o la propria partner. Che tipo di clientela si avvicina alle tue produzioni? Quali sono le domande a cui ti capita più spesso di rispondere?
R.Chi acquista i miei prodotti:
1.condivide l’idea di sessualità che rappresentano, ne comprende il valore e vuole un oggetto iconico che dia carattere alla casa, un oggetto eccentrico ed originale che ha anche la funzione “inaspettata” di sex toy. Lo espone in casa come un totem provocatorio che diventa spunto di allegre riflessioni sulla sessualità quando si invitano gli amici a cena e che, proprio per la natura di ciò che rappresenta, guida la conversazione ad un livello molto intimo e confidenziale creando con facilità un’atmosfera empatica molto forte.
2.Ha un ottimo rapporto con la propria sessualità, sa cosa vuole e gli piace sperimentare. Probabilmente non è alle prime armi in fatto di sex toys e vuole un dildo in legno perché ha già provato questo materiale e gli piace, oppure perché dopo tanto silicone e vibrazioni meccaniche vuole provare qualcosa di diverso e più naturale al contatto con le parti intime. Chi l’ha già provato sa di cosa parlo, chi lo sperimenta, magari con un po’ di scetticismo(di legno??) rimane spesso piacevolmente sorpreso delle sensazioni che questo materiale speciale riesce a trasmettere.
3.E’ ovviamente interessato all’argomento sessualità, ma gli piace l’idea di avere un oggetto artigianale unico, un po’ eccentrico e di cui non esistono copie identiche. Nel caso di chi acquista un pezzo personalizzato, questo desiderio è ancora più forte; scegliendo colori, composizione delle forme ed essenza del materiale acquistano un oggetto unico fatto appositamente per loro. Soprattutto hanno partecipato in prima persona alla nascita dell’oggetto, sono stati coinvolti in tutte le fasi di realizzazione (con un incontro per stabilire il design, tramite video e foto delle fasi di lavorazione o direttamente passando in laboratorio per chi si trova a Torino).

La maggior parte delle volte le persone sono incuriosite dall’idea, si chiedono quale sia stato il percorso che mi ha portata a sviluppare questo progetto e perché abbia scelto di occuparmi proprio di questo tipo di prodotti. A seguire, le curiosità sono tutte relative al materiale. “E’ duro, fa male?”, “ci sono schegge”, “si può immergere nell’acqua?”. Molti non conoscono il legno come materiale per sex toys. Di solito, rassicuro gli increduli spiegando che la durezza del materiale è una questione di gusti personali e che, se non usato impropriamente (tipo darselo in testa) non provoca dolore. Non ci sono assolutamente schegge, ogni pezzo viene levigato accuratamente e ricoperto con diversi strati di finitura trasparente anallergica, che lo rendono completamente impermeabile e sicuro da usare.

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© Silvia Picari Design (al centro BUBBLE, CLICCA QUI per acquistarlo )

D.Come materiale hai scelto il legno. Altri designer di sex toys hanno preferito il vetro, la ceramica o altri materiali ancora. Quali caratteriste, sia per quanto riguarda il piacere che per l’aspetto puramente estetico, credi che possa avere in più rispetto ai materiali usati solitamente per i sex toys in commercio?
R.Premetto che credo non ci sia un materiale migliore dell’altro, ma che si tratti di una questione di sensazioni e gusti personali.
Personalmente ho scelto il legno perché è ecologico e riciclabile. È un materiale vivo e caldo, è esteticamente bellissimo e la tornitura esalta la bellezza delle venature.
Le venature e le sfumature di colore sono sempre diverse e rendono ogni pezzo unico. Due toys in legno non saranno mai identici l’uno all’altro.
Un toys in legno è un oggetto “meditativo”. L’attenzione è tutta sulle sensazioni e sei tu il protagonista. Essendo rigido, deve essere guidato, sei tu che adatti il corpo, ti muovi, muovi la mano e il dildo, per questo motivo credo che presupponga una conoscenza profonda di se stessi e del proprio corpo. La combinazione di rigidezza e calore del materiale, fanno si che lo sfregamento sulle parti intime susciti sensazioni molto intense.

© Silvia Picari Design.  SPHERE (CLICCA QUI per acquistarlo).

D.Le tue creazioni prendono forma grazie al tuo lavoro artigianale, quindi non parliamo di prodotti fabbricati in serie. Questo li rende davvero unici in tutto. La cura dei dettagli, il materiale e il design fa si che non possiamo catalogarli “solo” come giocattoli sessuali, ma assumono la forma di vere e proprie piccole sculture. Quanto è importante per te l’artigianalità dei prodotti che crei e quanto lo è in generale nel mercato globale di oggi?
R.E’ molto importante prima di tutto per una soddisfazione personale. Per me il lavoro artigianale è l’azione che unisce l’artefice con il suo oggetto portando la produzione in una dimensione profondamente umana. Le fasi di lavorazione diventano un’attività meditativa e vedere l’oggetto che prende forma dalle mie mani mi lascia una sensazione di appagamento difficile da spiegare. E’ importante per una questione di coerenza con la natura stessa delle mie sculture. L’intero progetto, nasce in modo molto personale. E’ l’espressione di parte del mio modo di essere, dei miei pensieri e delle mie riflessioni sul mondo che mi circonda. Viene da se, che questi oggetti non avrebbero ragione di esistere se prodotti in serie (e forse neanche se realizzati da mani che non siano le mie). Ogni pezzo che faccio è unico, ha una personalità, una storia da raccontare ed un’idea da condividere. Questi oggetti, non sono prodotti “usa e getta” fatti per deperire velocemente, ma sono pezzi unici che hanno una storia e sono destinati a durare nel tempo. Nel mercato globale lo è ancora di più, soprattutto per una questione etica. Non condivido il mantra “compra – usa – getta – compra…” credo che, oltre a creare masse di consumatori passivi e acritici, si porti dietro tutta una serie di conseguenze devastanti per la società e per il pianeta. Prodotti fatti per durare poco che diventano rifiuti (spesso non riciclabili) e si trasformano in km quadrati di plastica nell’oceano. Produzioni a basso (bassissimo) costo fatte sulle spalle dei lavoratori che creano sfruttamento, disuguaglianza e povertà. La produzione artigianale rappresenta un’alternativa a tutto questo e un modello di consumo più cosciente e consapevole.

 

D.C’è un sex toys che non hai realizzato ancora ma che ti piacerebbe creare? Spoileriamo un po’ i tuoi progetti futuri.
R.Immaginare nuovi prodotti e dare sfogo alla creatività è l’aspetto che più mi piace del mio lavoro. Sono tante le idee che mi ronzano in testa continuamente ed alcune sono già in cantiere. Per esempio è in arrivo un’edizione limitata con un legno speciale in occasione del prossimo gay pride, una nuova collezione “spaziale”, un progetto “vibrante” e prodotti per il benessere sessuale…insomma, c’è sempre qualcosa che bolle in pentola e se vi piace il mio lavoro, seguitemi per scoprire tutte le novità!

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© Silvia Picari Design 

D.Non solo sex toys però, sappiamo che realizzi altre cose belle legate al mondo della sessualità. Vuoi farci qualche esempio?
R.Un progetto parallelo ai dildo è quello che ho chiamato “Action Sculptures” ed è nato in occasione del Fish&Chips Festival Internazionale di cinema Erotico, per il quale queste sculture sono diventate dei trofei.
Si tratta di sculture, a tema erotico, composizioni di forme falliche e strani e concettuali seni femminili.
Tutte le forme che compongono le Action Sculptures sono diverse e realizzate con varie essenze di legno. Sono diverse così come la sessualità di ogni essere umano. In ogni scultura c’è un pezzo che è un vero e proprio dildo utilizzabile.
Queste sculture sono un’estensione del mio lavoro e vogliono essere un richiamo ad amare e rispettare le diversità. Sono un invito all’azione, affinché attraverso l’atto fisico di darsi piacere e quindi di amarsi, possiamo predisporre l’animo all’incontro e all’unione spirituale con gli altri.

 

D.L’ importanza delle tue creazioni va oltre il giocattolo sessuale. La sessualità dovrebbe essere giocosa e libera ma ancora di fatto non lo è. Come vivi la tua sessualità e quanto pensi sia importante educare al sesso anche con progetti come il tuo?
R.Personalmente la vivo in modo sereno, curioso e consapevole. Ho un buon rapporto con il mio corpo, so cosa mi piace e mi diverto a sperimentare. Sono convinta che la sessualità sia un aspetto molto importante della nostra vita perché contribuisce in modo determinante a definire il nostro modo di essere. Credo che sia necessario fare informazione per permettere alle persone di vivere la propria sessualità in modo libero, consapevole ed appagante, costruendo così una società di individui umanamente predisposti al confronto e all’accettazione delle diversità piuttosto che alla diffidenza e alla paura dell’altro.

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© Silvia Picari Design

D.Probabilmente Pinocchio avrebbe preferito te come Mastra Geppetta, immaginiamo come sarebbe potuto cambiare il libro in questione se invece del naso… . A proposito di bugie, è ancora molto difficile conoscere qualcuno o qualcuno che dica, in maniera tranquilla e serena, di usare i sex toys. Perchè credi ci sia questa difficoltà nell’aprirsi riguardo questi argomenti? Questo discorso riguarda un po’ anche la masturbazione femminile
R.Perché ci portiamo dietro un bagaglio di condizionamenti sociali radicati nei secoli. Il pensiero comune, ci porta ad omologare i nostri comportamenti, a conformarci a ciò che è comunemente considerato “normale”. E’ il prezzo che paghiamo per essere “animali sociali”, rinunciamo a pezzi di libertà personale, in cambio della sicurezza che deriva dal sentirci accettati da una comunità. Purtroppo per noi, ad un certo punto la società ha deciso che il sesso era qualcosa di cui vergognarsi, gli istinti sessuali andavano castrati e la sessualità è diventata un tabù (mai ‘na gioia).
Il mercato dei sex toys si è sviluppato in questo scenario distorto e disinformato. La conseguenza è proprio un’immagine stereotipata di questi prodotti. Aggiungere un toy nella propria vita sessuale è considerata una perversione ed è per questo che le persone si vergognano a dirlo.
Senza bisogno di grande immaginazione, la situazione per tutto ciò che riguarda il piacere femminile è ancora più tragica, figuriamoci la masturbazione. Culturalmente alla donna è stato sempre attribuito un ruolo di subordinazione all’uomo, e così anche alla sua sessualità. Della serie: “perché una donna dovrebbe masturbarsi? Non basta il suo uomo a soddisfarla?”

 

D.Silvia, sei stata super gentile, grazie ancora per il tempo che ci hai concesso. Prima di salutarci, l’ultima domanda di rito. Cosa ti auguri per il tuo futuro personale e cosa per il tuo futuro lavorativo?
R.Avendo voluto fortemente fare il lavoro che amo, addirittura inventandomelo di sana pianta, le due cose sono piuttosto complementari. La mia vita privata mi piace così com’è sono serena, felice e non mi manca niente. Per quanto riguarda il lavoro, vorrei consolidare il mio progetto, trovare nuove collaborazioni e riuscire a far conoscere i miei lavori ad un pubblico più ampio. In generale, credo che i miei siano desideri comuni a molti appartenenti alla mia generazione. Vorrei solo un po’ più di stabilità e di certezze sul futuro, non troppe però, altrimenti rischio di annoiarmi.

Contatti
Sito: silviapicari.com
Facebook: Silvia Picari Design
Instagram,: @silvia.picari_design

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