T-Squirt incontra – Intervista a Madia Garganese

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“Mi piace mostrarmi nuda o comunque in outfit abbastanza provocanti, mi piace dimostrare che la cosa più erotica che esiste è la sicurezza in sè stessi. ” Madia Garganese

 

Fotografia di Lizzkillame. Madia Garganese con la nostra t-shirt Basita
Fotografia di Lizzkillame. Madia Garganese con la nostra t-shirt Basita

Madia Garganese è una giovane modella di Milano di ventitré anni.

Inizia a posare tra anni fa quando alcune vicissitudini lavorative la stimolarono ad intraprendere la strada della fotografia.

Madia è orgogliosa di essere una modella curvy/plussize e il suo essere se stessa traspare in ogni singolo scatto che la vede protagonista.

Attraverso i suoi canali social pubblica, oltre agli scatti in cui è modella, anche i suoi autoscatti, dove il suo corpo è realtà, senza filtri e artifizi. Splendida musa e portatrice sana del body positive Madia è una voce pura che narra l’importanza di amarsi, di stare bene con se stessi.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Madia per la nostra rubrica T-Squirt Incontra, è il risultato di questa chiacchierata è un viaggio intenso e sincero nel suo mondo.

Madia non si è risparmiata ed è stata estremamente carina e disponibile nel raccontarsi, tanto che troviamo superfluo descriverla con le nostre parole. Madia si racconta e ci racconta il suo io molto meglio di come potremmo immaginare di farlo noi. Prendetevi cinque minuti del vostro tempo, e leggetela, scopritela. Ne varrà la pena. Buona lettura.

Fotografia di Luca Matarazzo, modella Madia Garganese
© Luca Matarazzo

Domanda. Ciao Madia, grazie per aver accettato di partecipare al nostro T-Squirt Incontra con i tuoi splendidi scatti e grazie per averci concesso questa intervista. Iniziamo dai tuoi esordi. Quando hai iniziato a posare e cosa ti ha spinto farlo?
Risposta. Ciao! Grazie a voi per avermi concesso di raccontare una parte della mia vita. Io ho iniziato a posare nel vero senso della parola circa tre anni fa. Era da tempo che mi scrivevano dei fotografi per scattare, ma a quei tempi lavoravo in fabbrica (catena di montaggio) e soprattutto avevo l’autostima sotto i piedi, quando mi chiedevano di posare per loro pensavo che avessero sbagliato persona! Poi dopo l’estate l’azienda volle rivoluzionare i dipendenti e ne licenziò la metà tra cui appunto la sottoscritta, e ho pensato che avrei potuto provare, tanto non avevo molto da perdere. I primi set ovviamente li facevo vestita ed ero timidissima, poi col tempo mi sono sciolta e ora posare è un’espressione di me.

Fotografia Alessio Cocchi, modella Madia Garganese
© Alessio Cocchi

D. Vieni definita modella curvy, credi sia giusto parlare di catalogazioni o preferiresti essere semplicemente chiamata modella?
R. Sono la prima a definirmi modella curvy/plussize perchè io in prima persona sono orgogliosa di come sono fatta, della mia “categoria”. Non si tratta di catalogare o altro, si tratta di indossare con fierezza il termine “curvy”, come i chili di troppo che mostro senza timore. Inoltre io lotto per tutti, per chi soffre dei più svariati disagi, dall’anoressia all’obesità, ma nel mio lavoro bisogna comunque distinguersi e specificare che modella sono.

 

D. Ci sono stata in passato molte polemiche sull’utilizzo nel campo della moda (e nella fotografia di moda) di modelle molto molto magre. Che importanza può avere per te normalizzare l’immaginario della moda utilizzando modelle di tutte le taglie?
R. Negli ultimi tempi alcuni tra i più grandi marchi di abbigliamento stanno “ampliando” la loro clientela cercando di attirare anche persone sovrappeso, come la Nike o addirittura Dolce & Gabbana.Se lo stiano facendo per una presa di coscienza o semplicemente per pura strategia di marketing io non lo so, ma in ogni caso apprezzo questa sorta di evoluzione che comincia a prendere piede. Da parte mia, io non sono interessata alla moda, io non scatto per normalizzare le passerelle. Io scatto per dimostrare che tutti meritano di stare bene, tutti, grassi, magri, alti, bassi, chiari, scuri. Come non voglio sentire polemiche sulle ragazze curvy/plussize mi da fastidio sentire polemiche sulle modelle troppo magre. La verità è che si sentono tante lamentele sulle cosiddette “modelle pelle e ossa da passerella” però appena qualcuno prova a far posare una persona con qualche kg di troppo subito la massa insorge, perché ancora la parola m”modella” viene subito associata a “magrezza”. I primi a dover ampliare la mente siamo noi, le case di moda si adegueranno di conseguenza.

Madia Garganese con Germana Stella
Madia Garganese con Germana Stella

D. Attraverso i tuoi profili social abbiamo notato con piacere il tuo impegno nel sostenere la filosofia del “body positive”. Cosa vuol dire per te e cosa cerchi di trasmettere attraverso i tuoi messaggi?
R. Per me il body positive rappresenta lo stare bene con sé stessi. Molto spesso mi accusano di promuovere l’obesità ma vi posso giurare che da me non sentirete mai dire neanche una volta “grasso è bello” o “le ossa diamole ai cani”, perché il body positive è semplicemente amore per sé stessi o per gli altri. Grassi, magri, alti, bassi, chiunque merita di sentirsi bene. Nel 2015 pesavo circa sessanta chili. Allo specchio mi vedevo comunque grassa, il più delle volte mi vestivo larga e male per non far vedere le mie forme. Facevo diete stupide e drastiche, tipo una volta ho mangiato solo frutta per tre mesi e sono finita al pronto soccorso con un mal di pancia fortissimo. Il secondo anno di superiori appena mangiavo qualcosa con una scusa andavo in bagno per vomitare tutto, è stato un periodo durato pochi mesi ma distruttivo. In casa la situazione era orribile e mi sfogavo aprendo il frigo ma poi mi sentivo in colpa, coi miei genitori che mi facevano pressioni anche perché ingrassavo. Non mi piacevo, quando mi guardavo alle specchio piangevo, nei camerini dei negozi avevo le crisi isteriche perché non trovavo vestiti che riuscissero a nascondere il mio corpo. Ora peso molto più di 60 kg e vivo serenamente, molto più serenamente di prima. Le maggiori difficoltà sono tutte nel nostro cervello. Mi facevo condizionare dalle mie insicurezze, dagli insulti, da cosa mi dicevano gli altri e da come mi volevano gli altri. Una persona può anche essere bellissima ma se non sta bene con sé stessa non serve a niente, perché la serenità arriva da dentro. Io non faccio i set fotografici per far vedere alle persone che grasso è bello, per me il body positive è far capire a tutti che si può essere felici e ci si può sentire belle e sexy anche se non piacciamo agli altri. Perché una persona che non si piace deve avere vergogna ad uscire di casa? Perché qualsiasi persona deve temere i giudizi delle persone, gli insulti e le critiche? Ognuno può decidere cosa essere e chi essere. Se una persona ha dei chili di troppo e li vuole perdere è un suo sacrosanto diritto, ma dovrebbe avere anche la possibilità di farlo in totale serenità. Riassumendo in poche parole, per me il body positive è stare bene con gli altri ma soprattutto con sé stessi.

Fotografia di Irene Gittarelli, modella Madia Garganese
© Irene Gittarelli

D. Visto il tuo impegno nel comunicare un pensiero “bodypositive” ti è mai capitato di ricevere offese o di essere vittima di “body shaming”?
R. Ricevo quasi quotidianamente insulti e offese, da molti molti anni. Su Facebook è quasi all’ordine del giorno ormai: centinaia di meme col mio nome, con mie foto, con la mia faccia, in cui mi vengono augurate le peggio cose. Ho pianto per anni per questi cani (senza offesa per i cani) che si divertono ad impiegare il loro tempo per deridere me e le mie scelte di vita, passavo le ore a piangere, a farmi il sangue amaro. Ho anche compiuto scelte sbagliate per colpa di queste persone, ho fatto anche del male al mio corpo. La fotografia mi ha aiutata davvero tanto in questo. Sarà che nel frattempo sono anche cresciuta e maturata, ma ormai le parole di queste persone ora mi risultano come aria fritta. La cosa che più mi ha aiutata è il sostegno dei miei “fan”, un sacco di persone tra ragazzi e ragazze si sono rivisti così tanto nei miei problemi e nelle mie foto da scrivermi privatamente raccontandosi e confidandomi le loro ansie, le loro paure, e ringraziandomi per quello che faccio. Io lotto per me, ma soprattutto per loro.

 

D. La fotografia erotica o di nudo è una delle tipologia di foto in cui ti ritroviamo posare spesso. Cosa ti attrae e cosa provi a mostrare questo lato di te?
R. Trovo che per il messaggio che voglio esprimere e portare avanti, la fotografia di nudo sia quella più di impatto e funzionale. I vestiti la maggior parte delle volte nascondono, e il mio obiettivo invece è quello di far vedere, anche sfacciatamente, che io sono molto fiera dei miei rotoli di ciccia. La maggior parte delle modelle curvy/plussize che vedo su instagram tendono a nascondere i difetti principali: tra pancere, photoshop e vestiti tattici secondo me si perde la vera essenza di ciò che siamo. Nelle mie foto non troverete gambe photoshoppate e smagliature inesistenti, anzi, tutto il contrario. Altrimenti che bodypositive sarebbe? Mi piace mostrarmi nuda o comunque in outfit abbastanza provocanti, mi piace dimostrare che la cosa più erotica che esiste è la sicurezza in sè stessi.

Fotografia di Lizzkillame. Madia Garganese con la nostra t-shirt Drops of Devotion
Fotografia di Lizzkillame. Madia Garganese con la nostra t-shirt Drops of Devotion

D. In generale invece cos’è per te l’erotismo?
R. Si collega quasi sempre  l’erotismo al sesso. Recentemente un articolo della rubrica di Alain de Botton ha posto attenzione sulla differenza tra mera attività sessuale e erotismo, una componente decisamente più mentale. In particolare nell’articolo si specifica che l’attrazione sessuale nasce dall’eccitazione derivata dal sentirsi liberi dai tabù che dominano il resto della nostra vita.

 

D. Parlando con altre modelle di nudo spesso ci è hanno confidato che attraverso i social ricevono con frequenza complimenti spinti e non voluti. Stiamo preparando in questi giorni un articolo sulle send pic. Ecco, a te ti è capitato di ricevere commenti molesti?
R. Ricevo molto spesso messaggi molto poco educati e dick pic non richieste, e ogni volta non ho timore di rispondere per le rime. La trovo una mancanza di rispetto assurda, tutti questi mezzi uomini si sentono in qualche modo giustificati a mostrarmi parti del loro corpo non richieste solo perchè secondo il loro minuscolo cervello con le mie foto di nudo voglio provocarli, non chiedendosi nemmeno per mezzo secondo che forse mi mostro in un certo modo per un motivo. A volte è davvero frustrante, pubblico una foto con una didascalia in cui invito a riflettere sull’autostima, sull’amore per sè stessi, sulla felicità, e ricevo commenti sulle mie tette, o addirittura domande in privato su quale taglia porto di seno. E’ molto svilente, anche perchè tutti questi esseri non si permetterebbero dal vivo di fare certi commenti molto maleducati, come se avere uno schermo del cellulare come scudo li giustificasse, come se dall’altra parte non ci fosse una donna con emozioni, pensieri, sogni.

Foto di Alexander Gonzalez Delgado, modella Madia Garganese
© Alexander Gonzalez Delgado

D.Nel tuo ultimo profilo Instagram ti chiami io_r_esisto. Sappiamo che sei stata vittima di censura sui social, così come lo siamo stati noi. Perché hai scelto questo nome e come vivi la censura?
R. Io nello specifico sono al ventesimo profilo instagram nell’arco di tre anni. Ho scelto di chiamarmi io_r_esistoo perchè è vero, dopotutto io sono ancora qui, e stringo i denti. La censura è a parere mio un tabù inutile, un qualcosa che spero col passare degli anni vada a scemare. L’arte non è mai andata d’accordo con la censura.

 

D. Sei stata fotografata da tantissimi fotografie e fotografe. Senza far torto a nessuno, ti va di svelarci tre nomi di artisti con cui ti sei trovata particolarmente bene nel ruolo di musa? Se invece dovessi dire un nome di un fotografo o una fotografa (vivente o non) con cui ameresti posare o con cui avresti voluto posare , quale sarebbe?
R. Io adoro e adorerò sempre tutti i fotografi e le fotografe con cui ho scattato. Se devo proprio scegliere, i tre artisti con cui mi sono trovata particolarmente bene sono Paola Malloppo, Luisa Mazzanti  e Alessio Rocchi. Un fotografo purtroppo ormai passato a miglior vita con cui avrei pagato oro per scattare è sicuramente Helmut Newton, l’ho sempre considerato un genio e soprattutto una grande fonte di ispirazione. Invece un fotografo vivente con cui desidererei scattare è sicuramente Alessio Albi, ogni suo scatto mi fa innamorare.

Madia Garganese e Nicole Santin
Madia Garganese e Nicole Santin

D. Madia, ti ringraziamo nuovamente per il tempo che ci hai concesso sia nel realizzare gli scatti che ci hai donato e sia per aver risposto alle nostre domande. Prima di salutarci ci piacerebbe conoscere i tuoi sogni e le tue speranze per il futuro, sia in campo artistico che personale. Cosa auguri per te stessa e per la Madia modella?
R. Io ringrazio tantissimo tutti Voi di T-Squirt e Queef Magazine per avermi voluta conoscere e intervistare, siete fantastici. In futuro auguro per me stessa di continuare sempre a perseguire la ricerca della felicità e del benessere, emotivo e mentale. Alla Madia modella auguro ovviamente di continuare a scattare con fotografi sempre più bravi e di diventare sempre più brava nel posare e nel divulgare il mio messaggio. Grazie mille!

 

Contatti:
Instagram: @io_r_esistoo e @the.damn.girl.2
Facebook: Madia Garganese
Mail per collaborazioni: mgcurvymodel@gmail.com

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